MEDITAZIONI BIBLICHE

 

 

“Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella,

come una radice che esce da un arido suolo;

non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi,

né aspetto tale da piacerci…”

Isaia 53:2

conoscerete la verità e la verità vi farà liberi

Giovanni 8:32

 

Apparenze & pregiudizi, una prigione ben custodita…

“Non ti fidare delle apparenze: il tamburo, con tutto il rumore che fa, è solo pieno d’aria.”

Luis Joseph Mabire

– E’ così, lo so, è vero, l’ho visto…

Ecco il tipo di frase utilizzato per chiudere un dibattito giudicato inutile, per stroncare sul nascere una riflessione che però è necessaria. Da quando l’essere umano ha gli occhi, particolare che non rimpiangiamo, non smette di cadere nella trappola delle apparenze. La capacità di vedere, che ci apre possibilità infinite di meraviglia, è pericolosa quanto il Cavallo di Troia che sfalsa il nostro giudizio. Ovviamente, non sono i nostri occhi la causa, ma l’interpretazione soggettiva di ciò che vediamo o crediamo vedere. Questa interpretazione che spesso non è neppure consapevole, ci priva d’incontri, di scoperte, di comprensione, di opportunità che ci consentirebbero di evolverci positivamente.

-          Quante belle amicizie perse perché l’altro non presentava le caratteristiche esteriori che ci saremmo augurati?

-          Quanti figli destinati alla solitudine nel cortile della ricreazione per non avere lo stile di tendenza di quel momento?

-          Quanti libri appassionanti condannati alla polvere perché la copertina non è accattivante?

-          Quante messe da parte senza fondamento, diktat arbitrari, giudizi sbagliati basati unicamente sulle apparenze?

Questi pochi esempi e altre migliaia che potremmo elencare sono la conseguenza di un terribile handicap che riguarda tutti gli umani: i pregiudizi. Ne siamo tutti vittima; provengono dalla nostra educazione, dal nostro ambiente, dal nostro vissuto, dalle nostre scelte e probabilmente da molti altri fattori. Il loro impatto negativo sulle nostre vite è enorme. Se è impossibile non avere pregiudizi, rimanere schiavi della loro dittatura non è un obbligo e neppure una fatalità. L’orgoglio è uno dei custodi della prigione dei pregiudizi. Produce un’incapacità intellettuale ed emozionale a rimettersi in questione.

Quando posiziona i suoi carcerieri “lo so” e “conosco”, non è più possibile evadere. L’insicurezza, a paura del cambiamento sono gli altri due sorveglianti del penitenziario dei pregiudizi. Riconsiderare che quello che credo essere certo, accettare di guardare sotto un altro punto di vista, rifiutare le categorie e le classificazioni brutali, tutte queste iniziative portano su possibili mutazioni, su una nuova comprensione, un’altra interpretazione del mondo ed è terrificante. Pensiamo, e questo è ancora un pregiudizio, che riconoscere che abbiamo avuto torto c’indebolisca, intacchi il nostro valore, mentre è vero il contrario. Emanciparsi dalla reclusione dei pregiudizi è il lavoro di tutta una vita; è la scelta e l’accettazione di un’esistenza sempre in movimento, sempre in ristrutturazione, sempre in evoluzione.

È un percorso necessario, ma non è il più facile. Quando Colui che è la Verità e l’Amore incarnati percorreva la nostra terra, quasi nessuno lo ha riconosciuto; non assomigliava a quello che si aspettavano gli uomini…

Eppure, non ha esitato a dire ancora e ancora: «Voi avete sentito che è stato detto, ma io vi dico…» E’ questa parola di verità, questa parola che libera che abbiamo bisogno di ascoltare. Solo lei ci può aprire le porte, ci libera dalle catene, dai pensieri preconcetti, premasticati, prefabbricati, che ci vorrebbero impedire di usare la nostra riflessione, di esaminare ogni cosa senza “a priori”. Questa parola ci porta su un cammino di verità, ma una verità viva, che respira, si sviluppa e non è cristallizzata, una verità che non ci apparterrà mai ma alla quale ci possiamo sforzare di appartenere.

Solo a noi sta il rifiutare il pensiero orgoglioso che ci sussurra all’orecchio che sappiamo già, che abbiamo ragione. È anche una nostra scelta esporci all’amore che rassicura. Solo esso ci può dare il coraggio di affrontare il mondo vivente, sempre in movimento, della libertà che libera.

Se su questo sentiero dobbiamo calpestare delle idee preconfezionate, buttare senza dispiacerci qualche carriola di pregiudizi, abbandonare senza un solo sguardo le carrette di “a priori”, facciamolo senza questo spirito d’animo! Potremo solo star meglio…

Senza pregiudizio sul tuo parere in merito a queste righe, ti auguro una buona lettura!

Philip

Tratto da “La pensée du mois” - Philip RIBE

© Tous droits réservés - www.philip-ribe.com 

Tradotto con permesso dal sito web http://www.bible-ouverte.ch

 

 

"Non dormiamo dunque come gli altri,

ma vegliamo e siamo sobri."

1 Tessalonicesi 5:6

 

Vegliare nella comunione con i santi

Vi sono molti modi di promuovere il risveglio cristiano, quando si dorme. Mi sia permesso di avvertire potentemente i cristiani di fare attenzione alle proprie vie davanti al Signore.

Due cristiani pieni di speranza, mentre viaggiavano verso la Città celeste, dissero a se stessi, per impedire il sonno in questo luogo: "Facciamo una buona conversazione." Uno chiese: "Fratello, dove iniziamo?" e pieno di speranza l'altro rispose: "Dove Dio iniziò con noi". Allora il primo cantò questo cantico:

"Quando i santi si addormentano, vengano qui,

ascoltino ciò che i due pellegrini dicono tra loro;

sì, imparino da loro, da questi saggi,

così terranno aperti gli occhi assonnati.

La comunione tra i santi, se viene protetta,

li mantiene svegli, malgrado gli attacchi dell'inferno."

I cristiani che si isolano e camminano da soli, sono molto esposti al sonno spirituale. Rimanete fermi nell'unità cristiana e farete dei progressi più rapidi sulla via del cielo. Ma siccome accettate i dolci consigli, insieme ad altri nelle vie di Dio, fate attenzione che il tema delle vostre conversazioni sai sempre il Signore Gesù.

Che lo sguardo della vostra fede sia costantemente su Lui; che il vostro cuore siamo pieno di Lui; che dalle vostre labbra esca sempre il frutto che confessa il Suo Nome.

Amico, rimani presso la Croce e non ti addormenterai. Impegnati affinché si imprima in te un profondo senso del valore del luogo a cui tu sei destinato. Se ti ricordi che sei in viaggio verso il cielo, non ti addormenterai in cammino.

Se pensi che l'inferno ti sta alle spalle, non passeggerai con noncuranza. L'omicida si addormentava forse mentre veniva inseguito dal vendicatore del sangue e mentre cercava asilo nella città di rifugio? (Numeri 35)

Cristiano, puoi dormire quando le porte di perle della città celeste sono aperte? Il canto degli angeli aspettano che tu ti aggiunga a loro, una corona d'oro è pronta per la tua fronte!

Oh, ti prego, continua a vegliare nella comunione dei santi e continua a pregare affinché tu non cada in tentazione.

Tratto dalle meditazioni di C.H. Spurgeon

 

 

"Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. I fiumi di Damasco, l'Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d'Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?» E, voltatosi, se n'andava infuriato. Ma i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l'avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: "Làvati, e sarai guarito"?» Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito."

2 Re 5:11-14

 

Una fede semplice

Sebbene Naaman fosse un uomo "forte e coraggioso" (v.1), rimase senza forze quando fu attaccato dalla lebbra. Secondo le raccomandazioni della serva di sua moglie, andò a trovare Eliseo, ma si arrabbiò quando il profeta gli disse: "Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro." (v.10)

Naaman s’immaginava sicuramente che Eliseo avrebbe fatto qualcosa di spettacolare o di notevole. Non capiva perché doveva andarsi a fare un bagno nel Giordano. I suoi servi seppero convincerlo: "Se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l'avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: "Làvati, e sarai guarito"?" E quando Naaman ubbidì alle parole di Eliseo, fu guarito all’istante.

Come Naaman, può sembrare difficile ubbidire semplicemente a Dio e alla Sua Parola e di agire per fede. Possiamo essere tentati di dubitare che tutto Gli sia possibile e che la Sua Parola sia la verità. Può sembrare irreale credere che basta semplicemente ubbidirGli e mettere in pratica la Sua Parola.

Ma Dio vuole che ci ricordiamo che ricompensa quelli che hanno fede e che ubbidiscono senza riserve.

Oggi, porta i tuoi bisogni a Dio molto semplicemente, come farebbe un bambino. Non discutere con Lui e non trattenere nulla per te, non razionalizzare. Abbi una totale fiducia in Lui. Deponi ai Suoi piedi i tuoi bisogni e ricevi la Sua grande potenza nella tua vita.

 

Una preghiera per oggi

"Padre, Ti presento i miei bisogni. Voglio accantonare il mio orgoglio, i miei pregiudizi e le mie idee preconcette.

Ti ubbidirò ed avrò fiducia in Te. Nel Nome di Gesù. Amen."

Tratto da “La pensée du jour” - John Roos

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

“Sì, Dio è grande

e noi non possiamo conoscerlo…”

 Giobbe 36:26

 

Il tuo Dio è veramente grande?

Il modo in cui risponderai a questa domanda metterà in evidenza il tuo modo di vivere.

Se non sei sicuro che Dio sia onnipotente, sempre presente e sempre vicino a te, allora rischi di vivere ogni giorno nel timore, chiedendoti come farai ad affrontare i tuoi problemi quotidiani; rischi di aver paura di proclamare la tua vede se dovessi essere preso in giro o se non trovassi le parole giuste; rischi di non essere generoso, perché dipendi troppo da te stesso per la tua sicurezza materiale e non abbastanza da Dio; rischi di evitare le opinioni degli altri perché non sei sicuro di essere accettato da Dio, sei alla mercé delle loro opinioni.

Viviamo un’epoca che non gradisce le sorprese e la meraviglia: conosciamo il sesso dei bambini prima che nascano, i nostri telefoni indicano il numero del chiamante, spesso sappiamo i risultati delle elezioni addirittura prima del voto grazie ai sondaggi d’opinione!

Quando riduciamo Dio alla nostra comprensione, ci mettiamo a pregare senza fede, a lavorare senza passione, a servire senza gioia e a soffrire senza speranza.

Risultato: paure, sconfitte e perdita di visioni future. L’unica cosa che può ripristinare la nostra meraviglia davanti a Dio è la lode. Dio ci ha fatti in modo che, davanti a uno spettacolo imponente, abbiamo bisogno di esprimere la nostra lode, la nostra ammirazione. Non lodiamo Dio perché Lui ne ha bisogno, ma perché ne abbiamo bisogno noi!

Senza lode non Lo conosciamo abbastanza.

Abbiamo bisogno di sapere quanto Dio è grande, per comprendere il valore della nostra chiamata, per rimanere riconoscenti per tutto quello che Egli ci concede, non diventando orgogliosi, testardi e inutili.

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

"Poi Davide corse, si gettò sul Filisteo,

 gli prese la spada e,

sguainatala, lo uccise e gli tagliò la testa.

I Filistei, vedendo che il loro eroe era morto,

si diedero alla fuga."

1 Samuele 17:51

 

Campioni, eroi e giganti!

Golia era per i Filistei il campione del suo popolo, il suo eroe e il suo gigante!

Tu puoi fare tutto ciò che vuoi, e tutti gli sforzi possibili, non riuscirai mai a sentire dentro te l’anima di un eroe, né quella di un campione e ancor meno quella di un gigante. Anzi, forse ti senti un po’ complessato, perché non riesci ad essere un campione. Hai torto! Trovo estremamente rassicurante dovermi confrontare con della gente normale come te, mentre scrivo queste righe. Devi smetterla, una volta per tutte, di voler vivere la tua pietà in funzione di esempi talvolta persino un po’ discutibili.

Forse avrai letto delle biografie titolate “Eroi della fede” oppure “Campione per Dio”, o ancora “Giganti spirituali”, cose che, se paragonate alla tua pietà, ti lasciano sconcertato, e ti fanno sentire piccolo e ridicolo; a tal punto che ti chiedi se vale la pena di avere ancora una vita di pietà spirituale.

STOP! Non troverai mai questo nella Bibbia. Quando Dio chiama un eroe “uomo forte e valoroso” (Giudici 6:12) lo dice ad un uomo che stava trebbiando il grano con il torchio, cioè era occupato in un compito domestico, quasi femminile e assolutamente poco virile. Dio farà di Gedeone un eroe della Sua causa, malgrado i suoi limiti e le sue lacune.

Quando la Bibbia parla di giganti, non lo fa mai come lo fanno le biografie umane; per la Bibbia i giganti sono degli anormali, anzi sono considerati dei nemici di Dio e del Suo popolo.

Anche Davide, che diventerà il campione del suo popolo, in partenza non era altro che un pastorello e non aveva l’anima di un campione nel senso in cui l’intendiamo noi. È Dio che lo trascinerà, lo formerà e lo condurrà a questa vocazione. Ma in quell’epoca in Israele c’era un solo campione.

Tu hai valore! Non cercare di assomigliare ad un gigante, a diventare un campione secondo dei modelli discutibili, o ad essere un eroe nella tua generazione. Con la tua pietà, la tua fede, la tua comunione con il Signore quotidianamente, tu fai sicuramente meglio di alcuni dei giganti della fede di cui si parla.

La tua “piccola” testimonianza ha un valore; la tua “piccola” chiesa è una benedizione per la tua città; le tue “piccole riunioni” serviranno per conquistare delle anime a Cristo! Non parleranno di te in una biografia o nei libri di storia della chiesa; puoi esserne contento! La tua ricompensa ti aspetta lassù! La forza del popolo di Dio è nascosta in questo, in un’umile fedeltà, nella pietà nascosta, nella comunione quotidiana con Dio. Devi esserne felice!

 

Una benedizione per oggi

"Signore, mi rallegro perché la mia vita è sotto il Tuo sguardo; decido di non assomigliare più a certi personaggi; voglio essere me stesso, con i miei limiti, le mie debolezze, ma anche con le mie decisioni per Te e la mia spiritualità semplice che vive nella quotidianità della comunione con Te. Ora ricevo la tua benedizione. Amen!"

Tratto da “La pensée du jour” - Samuel Foucart

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

“…ma quelli che sperano nel SIGNORE

acquistano nuove forze,

si alzano a volo come aquile,

corrono e non si stancano,

camminano e non si affaticano.”

Isaia 40:31

 

Alzarsi a volo come aquile

Non è bello il modo in cui il versetto di oggi descrive le aquile e come volano? Lo scrittore Ben Patterson una volta ha affermato: “Mentre gli uccelli si muovono, le ali di un’aquila sono grandi ma i muscoli che consentono loro di sbatterle, no. Tenendo conto della diversità di categoria, la forza di un’aquila non può eguagliare quella di un colibrì. La forza delle aquile non sta nel battere le ali ma nel planare.”

* Ben Patterson, ed., Prayer Devotional Bible (Grand Rapids: Zondervan, 2004), 849.

Un’aquila starà posata sull’orlo di un canyon, poi si getterà nell’abisso. Con le ali spiegate troverà la calda corrente che sale dal basso, sulla quale planerà in cerchio fino a risalire molto al di sopra della cima del canyon.

Nel versetto di oggi, il profeta Isaia dice che quelli che sperano nel Signore si alzano a volo come le aquile.

Che noi cristiani possiamo essere conosciuti, non per il nostro frenetico sbatter d’ali, ma perché ci gettiamo nell’ignoto e risaliamo planando sulle ali dello Spirito.

 

Padre Dio, ho sbattuto le ali molto freneticamente per tutta una vita, cercando con difficoltà di fare la Tua volontà e di far succedere le cose solo con la mia forza e la mia energia. Quanto sono stata sciocca! Riconosco che ho bisogno di gettarmi con fede su Te, prima di trovare quelle meravigliose correnti ascensionali che mi porteranno sempre più in alto. 

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

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 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

 

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Aggiornato il 1° giugno 2020