Da mercoledì 2 ottobre a mercoledì 9 ottobre 2019

 

Mercoledì 2 OTTOBRE 2019

 

“…e travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso,

perché la sua bontà dura in eterno.”

Salmo 135:15

 

Un solenne giudizio divino (undicesima parte)

«Allora l’angelo di Dio, che precedeva il campo d’Israele, si spostò e andò a mettersi dietro a loro; anche la colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia e si fermò dietro a loro, mettendosi fra il campo dell’Egitto e il campo d’Israele. La nuvola era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. Il campo degli uni non si avvicinò a quello degli altri per tutta la notte.» (Esodo 14:19-20)

L’angelo di Dio è sempre stato riconosciuto come essendo Cristo PRIMA della Sua manifestazione. Egli camminava alla testa ed ecco che cambia posto camminando dietro il popolo.

Allo stesso modo la colonna di nuvola si sposta dall’avanguardia alla retroguardia, fra l’esercito degli Egiziani e il campo d’Israele. La notte trascorre senza che gli Egiziani e gli Israeliti si possano avvicinare gli uni agli altri.

Ecco come Dio espone i fatti per bocca di Giosuè:

«Dunque feci uscire dall’Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al mar Rosso. Quelli gridarono al SIGNORE ed egli pose delle fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi fece venire sopra di loro il mare, che li sommerse e gli occhi vostri videro quel che io feci agli Egiziani…» (Giosuè 24:6-7)

La colonna di nuvola che andava davanti al popolo era il segno VISIBILE della presenza di Jaweh. E i cristiani di oggi non sono altro di un popolo che ha scelto di essere guidato dal Signore stesso. Il segreto per essere guidati è avere gli occhi fissi sul Signore!

 Nel momento del passaggio del mar Rosso, la colonna di nuvola aveva DUE aspetti: per gli uni era tenebrosa e per gli altri luminosa.

(segue domani)

Tratto da «D’Étérnitè en étérnité» - A.S. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

Giovedì 3 OTTOBRE 2019

 

“…e travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso,

perché la sua bontà dura in eterno.”

Salmo 135:15

 

Un solenne giudizio divino (dodicesima parte)

«Allora Mosè stese la sua mano sul mare e il SIGNORE fece ritirare il mare con un forte vento orientale, durato tutta la notte, e lo ridusse in terra asciutta. Le acque si divisero, e i figli d’Israele entrarono in mezzo al mare sulla terra asciutta; e le acqua formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra.» (Esodo 14:21-22)

Lo Spirito Santo continua a narrare attraverso ogni circostanza questo passaggio meraviglioso. La SALVEZZA dev’essere un fatto trascendente se gli viene dedicata così tanta scrittura! Per avere una conoscenza precisa e lucida di questi eventi, il Salmo 78 dichiara: «Divise il mare, li fece passare e fermò le acque come in un mucchio.» (v. 13)

Il verbo “dividere” è adoperato come nel Libro dell’Esodo e significa “separare”.  Lo Spirito Santo si lega a quest’espressione e vi ritorna diverse volte. Leggiamo: «Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi sono passati in mezzo al mare all'asciutto; tu hai gettato nell'abisso quelli che li inseguivano, come una pietra in fondo ad acque vorticose.» (Neemia 9:11)

«Dov'è colui che li fece uscire dal mare con il pastore del suo gregge? Dov'è colui che mise in mezzo a loro lo spirito suo santo, che fece andare il suo braccio glorioso alla destra di Mosè, che divise le acque davanti a loro, per acquistarsi una rinomanza eterna, che li condusse attraverso gli abissi, come un cavallo nel deserto, senza che inciampassero?» (Isaia 63:11-13)

«Egli ammassò le acque del mare come in un mucchio; rinchiuse gli oceani in serbatoi.» (Salmo 33:7)

La similitudine “come in un mucchio” si riferisce senza dubbio a Esodo 15:8 «Al soffio delle tue narici le acque si sono ammucchiate, le onde si sono rizzate come un muro, i flutti si sono fermati nel cuore del mare.»

Che momenti esaltanti visse Israele quando vide questa gigantesca massa d’acqua ammucchiarsi come mura solide!

(segue domani)

Tratto da «D’Étérnitè en étérnité» - A.S. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

Venerdì 4 OTTOBRE 2019

 

“…e travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso,

perché la sua bontà dura in eterno.”

Salmo 135:15

 

Un solenne giudizio divino (tredicesima parte)

«E la mattina verso l'alba, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola il SIGNORE guardò verso il campo degli Egiziani e lo mise in rotta.» (v. 24) Successe fra le due e le sei del mattino. La notte ebraica era composta da TRE veglie da quattro ore ciascuna.  Geremia dice: «Alzatevi, gridate di notte, al principio di ogni veglia!» (Lamentazioni 2:19)

Di Gedeone, giudice in Israele nella sua lotta eroica contro Madian, Amalek e i figli dell’Oriente è detto: «Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all'estremità dell'accampamento, al principio del cambio di mezzanotte, quando si era appena dato il cambio alle sentinelle.» (Giudici 7:19)

L’Eterno GUARDO’! Nell’uomo la retina è un vero e proprio prolungamento dei centri nervosi. Una straordinaria potenza si può concentrare in questa lente costituita dall’occhio. Ma quando è Dio che GUARDA! Guardare significa vedere, osservare, discernere, percepire. «Chi è simile al SIGNORE, al nostro Dio, che siede sul trono in alto, che si abbassa a guardare nei cieli e sulla terra?» (Salmo 113:5-6)

«Tolse le ruote dei loro carri e ne rese l'avanzata pesante; tanto che gli Egiziani dissero: “Fuggiamo davanti a Israele, perché il SIGNORE combatte per loro contro gli Egiziani”.» (Esodo 24:25)

E’ l’ultimo avvertimento prima di un completo sterminio. Ma era TROPPO TARDI! Il braccio che brandiva un’ascia di vendetta era già alzato. Però ora non è troppo tardi per il peccatore che prosegue la sua folle corsa di propria iniziativa. Oh, che la coscienza di ognuno alzi la voce! Perché questo incidente? Questa malattia? Ci sono quindi dei motivi dietro?

Il non vedere la mano del Signore nelle circostanze che attraversiamo, significa disprezzare la Sua disciplina, infatti è scritto «Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d'animo quando sei da lui ripreso» (Ebrei 12:5) Incombono due pericoli: non vedere la MANO del Signore e non discernere la Sua VOCE!

(segue domani)

Tratto da «D’Étérnitè en étérnité» - A.S. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

Sabato 5 OTTOBRE 2019

 

“…e travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso,

perché la sua bontà dura in eterno.”

Salmo 135:15

 

Un solenne giudizio divino (quattordicesima parte)

«Tolse le ruote dei loro carri e ne rese l'avanzata pesante; tanto che gli Egiziani dissero: “Fuggiamo davanti a Israele, perché il SIGNORE combatte per loro contro gli Egiziani”.» (Esodo 24:25)

Forse possiamo assomigliare a Ieu? Non siamo, in origini, fatti tutti della stessa pasta? «Il messaggero è giunto fino a loro, e non torna indietro. A vederlo guidare il carro, si direbbe che è Ieu, figlio di Nimsi; perché guida come un pazzo.» (2 Re 9:20)

Quanti guidano come pazzi! La loro libertà non è legata alla verità ma alla menzogna. Ci si introduce scientemente – cioè sapendo bene quello che si sta facendo o dicendo – in un ingranaggio terrificante e spesso irreversibile; di modo che si precipita in un abisso di tenebre alla fine della corsa!

Che la nostra vita testimoni di una totale riverenza riguardo alla Parola di Dio! La Bibbia è un libro approvato dallo Spirito Santo, visto che ne è Lui stesso l’autore. È una cosa semplicissima la conversione, però non dobbiamo dimostrare ostinatezza, testardaggine, pertinacia.

La fondamentale epistola ai Romani dichiara: «tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.» (3:23) Gli uomini delle generazioni passate, come quelli odierni, rispondono in tutto e per tutto a questo profilo. Abbiamo il peccato dentro e siamo attratti dal peccato che ci distrugge. Che queste righe possano essere una voce ascoltata da ogni lettore! Chi vorrebbe assomigliare al faraone d’Egitto?

Il GIUDIZIO degli Egiziani su cui ci siamo intrattenuti a lungo, aveva un DUPLICE fine: la distruzione dei colpevoli e la manifestazione della salvezza di Dio per il Suo popolo. Il peccato non può essere separato dal peccatore. La sede della sua esistenza sta nella volontà perversa e ribelle. Gesù dice ai Giudei increduli: «eppure non volete venire a me per aver la vita!» (Giovanni 5:40)

 Il Libro di Dio si conclude con queste parole solenni: «Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni». E chi ode, dica: «Vieni». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita.» (Apocalisse 22:17) In seguito c’è il comandamento di non togliere o aggiungere nulla alla Parola di Dio, che si applica a TUTTA la Scrittura. Essa deve produrre in noi l’adorazione che è un’attitudine dello spirito e del cuore dell’uomo che realizza la presenza di Dio rivelata in Gesù Cristo!

(fine)

Tratto da «D’Étérnitè en étérnité» - A.S. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

Domenica 6 OTTOBRE 2019

Lunedì 7 OTTOBRE 2019

 

“Provate e vedrete

quanto il Signore è buono!”

Salmo 34:8

 

Stuzzica il mio appetito

Quando entri in una cucina e senti il profumo dei biscotti al cioccolato nel forno, vorresti rimanere lì, vero? Puoi immaginare facilmente quanto è buono uno di quei biscotti ancora caldi, con le gocce di cioccolato fondente, insieme a un bicchiere di latte freddo.

O immagina questo: stai passando davanti a una finestra esposta a ovest e intravedi un tramonto così luminoso e vivido nei suoi fasci di colore che corri fuori per godertelo tutto.

Così dovrebbe essere il nostro cammino con Cristo.

Stiamo leggendo nei Salmi e sentiamo solo un lieve soffio del suo profumo. E ne vogliamo di più! Abbiamo messo da parte qualche minuto per stare soli con Lui in preghiera, e vediamo un bagliore, appena un lampo, della Sua gloria. E il nostro cuore brama di vedere di più.

Più Lo vediamo, più Lo desideriamo.

 

“Spirito Santo, so che questo è opera tua. Stuzzichi il mio desiderio di essere con il Padre. Mi concedi un piccolo assaggio di cielo sulla punta della lingua e risvegli il mio desiderio di provarne di più.

Mi trasporti in un momento di compagnia col Figlio di Dio, e io voglio che duri per tutto il giorno.”

Joni Eareckson Tada

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Martedì 8 OTTOBRE 2019

 

“Ci sono quattro animali fra i più piccoli della terra,

e tuttavia pieni di saggezza:

le formiche, popolo senza forza,

che si preparano il cibo durante l'estate;

i conigli, popolo non potente,

che fissano la loro abitazione nelle rocce;

le locuste, che non hanno re,

e procedono tutte, divise per schiere;

la lucertola, che puoi prendere con le mani,

eppure si trova nei palazzi dei re.”

Proverbi 30:24-28

 

Animali pieni di saggezza (prima parte)

Ci sono quattro piccole cose sulla terra, piene di saggezza, così è scritto nel libro dei Proverbi. Non è semplicemente detto “sagge”, che è già molto raro in un mondo dove ci sono così tanti insensati, ma “piene di saggezza”.

Vale la pena di conoscerle e di imparare da esse. È semplicissimo, tutt’e quattro sono caratterizzate dalla piccolezza. Non sono i grandi che sono saggi (Giobbe 32:9).

La prima della categoria di questi saggi menzionati è la formica.

In effetti è piccola. Essere coscienti della nostra piccolezza è la prima condizione per diventare saggi. Come è buono essere umili in presenza di Colui che è meravigliosamente grande, che è rivestito di maestà e magnificenza, la cui grandezza è insondabile e che fa grazia agli umili!

Prendiamo il nostro vero posto davanti a Lui, riconosciamo sinceramente quello che siamo. Che cos’è l’uomo? Un povero verme che sa di dover morire, il cui orgoglio è uguagliato solo dalla vanità.

«Gli uomini del volgo non sono che vanità e i nobili non sono che menzogna; messi sulla bilancia vanno su, tutti insieme sono più leggeri della vanità.» (Salmo 62:9)

Abbassiamoci al nostro livello davanti a questo Dio potente che ci mostra dov’è la saggezza: più desiderabile dei rubini, nessuna delle cose che ci piacciono la eguaglia; nella sua destra lunghezza di giorni, nella sua sinistra ricchezza e onore. Essa è un albero di vita per coloro che l’afferrano, chi la custodisce è beato.

(segue domani)

Tratto da «Les sages entre les sages»

Tradotto dal sito web http://evangile.bibliquest.org

 

Mercoledì 9 OTTOBRE 2019

 

“Ci sono quattro animali fra i più piccoli della terra,

e tuttavia pieni di saggezza:

le formiche, popolo senza forza,

che si preparano il cibo durante l'estate;

i conigli, popolo non potente,

che fissano la loro abitazione nelle rocce;

le locuste, che non hanno re,

e procedono tutte, divise per schiere;

la lucertola, che puoi prendere con le mani,

eppure si trova nei palazzi dei re.”

Proverbi 30:24-28

 

Animali pieni di saggezza (seconda parte)

La seconda cosa che è scritta della formica è che è un popolo senza forza. Bisogna essere forti per vincere, bisogna volerlo, mi dirai. Chi è pieno di saggezza è senza forza. Non è saggio voler lottare contro chi è più forte di te.

Se è importante riconoscere la propria piccolezza, lo è altrettanto essere coscienti della propria debolezza, perché li sta il segreto della forza. «…perché, quando sono debole, allora sono forte.» (2 Corinzi 12:10) «…mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me.» (2 Corinzi 12:9)

Fra tutte le lezioni da imparare, la più difficile è che siamo degli esseri senza forza. «Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi.» (Romani 5:6)

Quelli che sono coscienti della propria totale incapacità cercano la loro forza in un Salvatore potente che ha trionfato su tutta la potenza di Satana e della morte. Care anime che languite sotto la schiavitù del peccato, che prendete delle buone risoluzioni che non portano a nulla, considerate la formica, ve ne prego, e diventate saggi!

La terza informazione sulla formica è che “preparano il cibo durante l’estate”.

«Va', pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio! Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone; prepara il suo nutrimento nell'estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura.» (Proverbi 6:6-8)

Nessun capo, governatore o sorvegliante, nessuno le obbliga se non il sentimento che c’è un tempo in cui possono ammassare ciò che le farà vivere quando verranno le brutte giornate. Per noi, è oggi che bisogna venire a Colui che dà la vita eterna, per fede nel Signore Gesù; è oggi che bisogna raccogliere ricchezze eterne e beni nei cieli, dove non ci sono ladri e dove la ruggine non corrode. Che follia pensare solo al presente, quando è in gioco tutta l’eternità! Che diligenza hanno questi piccoli animali; che attività in un formicaio! Arriva l’inverno, se non si sbrigano patiranno la fame. Quando la mietitura è passata, non si trova più nulla.

(segue domani)

Tratto da «Les sages entre les sages»

Tradotto dal sito web http://evangile.bibliquest.org

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

 

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