Da sabato 1° giugno a venerdì 14 giugno 2019

Sabato 1° GIUGNO 2019

 

“Ascoltatemi, o Leviti! Ora santificatevi, e santificate la casa del SIGNORE, Dio dei vostri padri, e portate fuori dal santuario ogni immondezza. I nostri padri infatti sono stati infedeli e hanno fatto ciò che è male agli occhi del SIGNORE, nostro Dio, l'hanno abbandonato, hanno cessato di volger la faccia verso la casa del SIGNORE, e le hanno voltato le spalle.”

2 Cronache 29:5-6

 

Diventare puro

Sapendo che suo padre, Acaz, aveva chiuso le porte del tempio (2 Cronache 29.3), una delle prime cose che fece Ezechia, una volta asceso al trono, fu quella di riaprirle. Aprire le porte significava che accoglieva la presenza di Dio e che ognuno era tenuto a osservare quanto esigeva la legge.

Ezechia radunò i sacerdoti e i Leviti e li incaricò di esaminare la propria vita alla luce della Parola di Dio. Dovevano purificarsi e liberarsi dal peccato. Essi furono pure incaricati della purificazione del tempio. Perché Dio vi potesse prendere dimora, doveva tirare fuori tutto quello che era impuro, insozzato o immorale, o che aveva ‘odore’ d’idolatria.

La stessa cosa si applica a tutti i credenti. Poco importa da quanto tempo siamo cristiano, o ciò che abbiamo potuto compiere per Dio. La Bibbia dice che abbiamo tutti peccato e siamo tutti stati privati della gloria di Dio (Romani 3:23). Dobbiamo esaminare la nostra vita, purificare il nostro cuore e la nostra mentalità, abbandonare le nostre abitudini, le azioni e i pensieri, così come le relazioni che ci hanno inquinato.

Ora, confessa i tuoi peccati e cerca di essere puro e libero da essi. Le porte di Dio sono aperte davanti a te e ti invita a entrare. Assicurati di avere il cuore e lo spirito puri, e di aver abbandonato tutto quello che sporca la tua vita, perché tu possa entrare ed essere in comunione con Lui.

 

Una preghiera per oggi

“Padre, sonda il mio cuore e il mio spirito ora. Ti confesso i miei peccati. Grazie per il tuo perdono. Aiutami a essere puro agli occhi Tuoi. Nel nome di Gesù. Amen.”

Tratto da “La pensée du jour” - John Roos

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

Lunedì 3 GIUGNO 2019

 

“O SIGNORE, guidami con la tua giustizia,

a causa dei miei nemici;

che io veda diritta davanti a me la tua via.”

Salmo 5:8

 

Guida e lascia Dio dirigere!

Hannah Whiteall Smith ha scritto: “La voce di Dio è sempre in armonia con se stessa, qualunque sia la forma attraverso cui sceglierà di esprimersi. Anche se le ‘parole’ sono molto diverse le une dalle altre, il messaggio è sempre lo stesso. Se Dio mi dice, attraverso una certa parola, di fare o non fare qualcosa, non mi può chiedere di fare esattamente il contrario in un altro messaggio. Così il modo migliore di ‘testare’ un comandamento che Dio ci dà, è proprio il verificare l’armonia fra i Suoi diversi messaggi, o le Sue diverse ‘parole’.”

Per essere sicuro che Dio ti dirige devi:

1.    credere che ha un piano per la tua vita;

2.    trascorrere del tempo in preghiera per chiedergli di rivelartelo;

3.    accettare di seguirLo e di ubbidirGli, anche se non ti dice tutto quello che vorresti sapere;

4.    fidarti di Lui, sapendo che ti dirigerà anche attraverso le situazioni più difficili.

Prima di girare il film Ben Hur, Charlton Heston passò ore ad allenarsi alla guida di una biga romana per la scena della gara. Fece molti progressi, ma presto si rese conto che il ruolo esigeva di più di quanto lui potesse dare. Si recò quindi dal celebre regista Cecil  DeMille per dirgli: “Ho lavorato sodo per imparare a guidare questa biga. Credo di cavarmela abbastanza bene, ma da lì a vincere una gara così…” Dopo un minuto di silenzio DeMille rispose sorridendo: “Accontentati di guidare la biga. Io dirigerò la corsa…” Cosa che fece in modo magistrale al punto che la scena della gara delle bighe divenne uno dei momenti più salienti di questo film leggendario.

Non hai bisogni di tutte le risposte, hai solo bisogno di essere sicuro di aver ubbidito perfettamente agli ordini divini.

Accontentati di guidare e lascia che Dio diriga la tua vita!

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

Martedì 4 GIUGNO 2019

 

“Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l'anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.”

Salmo 23:1-4

 

Dio è lì!

Sappilo: una pecora smarrita non è al sicuro perché il diavolo va attorno come un leone ruggente, cercando chi divorerà (1 Pietro 5:8). Al contrario, una pecora che segue il buon pastore non rischia niente. Persino nella valle dell’ombra della morte essa non teme nessun male! Se c’è Gesù, che ti precede nel cammino, non hai bisogno di essere terrorizzato da nulla.

La Bibbia afferma che Dio può in-fi-ni-ta-men-te al di là di quello che puoi immaginare o chiedere. (Efesini 3:20)

Concentra la tua attenzione su di Lui e non sui tuoi problemi. Lui è lì! Anziché dire: “Signore, fai questo o quello per me”, cerca piuttosto di adeguarti a quello che già sta facendo. Lui è lì!

Quando l’ansia cerca d’insediarsi nei tuoi pensieri, ricordati che l’Eterno stesso è il tuo pastore. Lui è lì!

Si Dio è lì! Allora, piuttosto di provare a mantenere il controllo della tua vita e di chiedere a Dio di seguirti, abbandona te stesso ora alla Sua volontà. Questo può sembrare terrificante o addirittura pericolosissimo, ma è la migliore decisione che tu possa prendere. Digli semplicemente «perché dove andrai tu, andrò anch'io; e dove starai tu, io pure starò» (Rut 1:16)

 

Una preghiera per oggi

“Eterno, tu sei il mio pastore! Ho scelto di seguirti e scelgo di seguirti ancora oggi. Secondo la tua promessa, nulla mi mancherà.

Tu mi ristori l’anima. Tu mi dirigi. Tu mi guidi sulla via giusta. Non temo nessun male, perché tu sei con me. Amen.”

Tratto da “La pensée du jour” - Eric Célérier

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

 

Mercoledì 5 GIUGNO 2019

 

“Con essa – la lingua - benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio.”

Giacomo 3:9

 

Vedere gli altri con gli occhi di Dio

Se per strada incontri un drogato o un barbone, qual è la prima cosa che pensi?

Dici: “Potrei essere quest’uomo se non avessi beneficiato della grazia di Dio!”, oppure in fondo in fondo pensi che tu non potresti mai cadere così in basso, perché sei più forte di lui?

 Sii onesto! La nostra società ammira la bellezza, il potere e i soldi e mette su un piedistallo le persone che disprezzano le leggi di Dio per ottenere questi tesori più rapidamente. Il valore di un uomo dipende oggi dal suo ego. Vedere gli altri con gli occhi di Dio significa andare oltre l’imballaggio per scoprire il vero contenuto del pacco! Dio ha detto: «L’orgoglio abbassa l’uomo, ma chi è umile di spirito ottiene gloria.» (Proverbi 29:23) Perché?

Perché l’orgoglio t’impedirà sempre di scoprire la verità.

È l’orgoglio che spinse Adamo ed Eva a voler prendere il posto di Dio (Genesi 3:5). È l’orgoglio ferito dei fratelli di Giuseppe che li portò a vendere quest’ultimo come schiavo per sbarazzarsi di lui (Genesi 37:8). È ancora l’orgoglio che rese il re Saul così geloso di Davide che provò più volte a ucciderlo, per far sparire il suo rivale (1 Samuele 18:8). Sempre l’orgoglio che portò Ezechia a svelare la ricchezza del suo paese al nemico (Isaia 39:2). Ancora l’orgoglio che spinse i discepoli a entrare in competizione gli uni con gli altri per provare a ottenere i posti migliori nel Regno di Dio (Luca 9:46). Infine ancora l’orgoglio che ci fa benedire Dio con la stessa lingua che maledice degli esseri umani fatti a Sua immagine.

La prossima volta che incontri un povero essere, prigioniero di una situazione che si è probabilmente creato da solo, ricordati che l’unica differenza fra lui e te è la grazia divina. Ascolta queste parole: «Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.» (Matteo 9:36) Gesù non vedeva la gente di quella folla come cattiva e crudele, ma come perduta!

Quando inizi a vedere la gente che ti circonda allo stesso modo, li vedrai con gli occhi di Dio!

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

Giovedì 6 GIUGNO 2019

 

“Chi non ama non ha conosciuto Dio,

perché Dio è amore.”

1 Giovanni 4:8

 

Religiosi

I farisei erano senza dubbio dei campioni di una religione fatta di riti e di regole ferree: circoncisione, norme alimentari, di abbigliamento … ne conoscevano tutti i dettagli! In funzione di queste regole, decidevano chi poteva essere accettato o escluso dalla loro comunità. E quelli che erano ammessi, giudicavano senza compassione gli sviamenti di quelli che non erano al loro livello!

Dallas Willard ha detto: “Molte persone rifiutano il cristianesimo per via dell’atteggiamento intransigente di cristiani murati nella loro torre d’avorio, la cui vita sembra monotona, noiosa, stretta all’estremo e priva di ogni soddisfazione. Una pietà fatta di riti e di regole incomprensibili è spesso la causa della ribellione umana contro Dio tanto quanto la miseria morale dell’umanità.”

Se le nostre vite sono senza gioia e amore sincero per Cristo, ci mettiamo a cercare dei palliativi per sentirci diversi da ‘quelli del mondo’. Gesù evitò questo scoglio. Quando gli venne chiesto di definire la Legge, rispose semplicemente: “Significa amare Dio e amare gli uomini.” Paolo ha scritto: «Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo.» (1 Corinzi 13:1)

Ti puoi anche immaginare di essere una persona molto spirituale ed essere, per riprendere la definizione di Mark Twain, “solo un uomo buono, nel peggior senso di questo termine!”

Winston Churchill era stato spesso preso da parte da Stafford Cripps, un membro dell’opposizione che tutti detestavano, per le sue arie di santità che sfoggiava in ogni circostanza. Un giorno Winston Churchill lo vide passare in un corridoio ed esclamò a sua intenzione: “Ecco quasi Dio che passa nei paraggi, ma… grazie a Dio, non è Lui!”

La testimonianza più potente in favore del cristianesimo viene dalla vita di questi cristiani in cui Cristo abita. Ma la testimonianza più potente portata in contrapposizione al Cristianesimo viene da quei cristiani che si considerano superiori agli altri, che criticano e giudicano tutti, e che portano a spasso dovunque vadano le loro grandi arie di sufficienza. Che tipo di cristiano sei tu?

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

Venerdì 7 GIUGNO 2019

 

“O Israele, torna al SIGNORE, al tuo Dio,

poiché tu sei caduto per la tua iniquità.”

Osea 14:1

 

False idee

Che cosa impedisce spesso a gente onesta e giusta di riconoscere i propri errori? False idee a cui crede, anche nel campo spirituale.

E tu, riconosci le seguenti?

1 – Le prove dolorose sono solo le conseguenze del destino, non delle mie scelte nel passato.

2 – Dio ha troppo amore per me per permettere a queste conseguenze di peggiorare o di ferirmi solo per incoraggiarmi a smettere di peccare.

3 – Il piacere che traggo da questo cosiddetto peccato è superiore al vantaggio che ne avrei smettendo. In ogni modo, i miei peccati non fanno male a nessuno.

4 – Non posso farne a meno. Questo problema risale alla mia infanzia. Perché quindi Dio non avrebbe compassione di me piuttosto che disciplinarmi?

5 – il fatto che io commetta peccati non m’impedisce di servire Dio. Dopo tutto, Dio si è servito anche di gente disonesta. Non tutti possono essere Billy Graham.

6 – Non è veramente un peccato, è solo un tratto della mia personalità con cui lotto.

Se alcuni di questi pensieri ti suonano come familiari, ti stai rendendo conto veramente di che cosa pensi?

“Il mio peccato non può avere conseguenze. Dio non se ne preoccupa. Mi piace troppo per sbarazzarmene. Mi sono convinto di non poter fare nulla riguardo a questo. Il mio peccato non influenzerà la mia efficacia. In realtà, il mio peccato non è veramente peccato!”

Se questo ti riguarda, guarda la verità in faccia, rifiuta le menzogne che ti trattengono prigioniero della tua pena e pentiti. Dal momento in cui lo farai, Dio ti perdonerà e ti aiuterà a vivere diversamente. E resterai basito nel pensare che avrai resistito così tanto a lungo alla bontà del tuo Padre celeste, mentre ti crogiolavi nel fango del tuo peccato!

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

Sabato 8 GIUGNO 2019

 

“Il re aveva affidato la guardia della porta al capitano sul suo braccio si appoggiava; ma questo capitano fu calpestato dalla folla presso la porta della città, e morì, come aveva detto l’uomo di Dio, quando aveva parlato al re che era sceso a trovarlo.”

2 Re 7:17

 

Non ti far più schiacciare!

Questa storia terribile forse è la tua. Un uomo si farà schiacciare dagli altri. La tua vita è così spesso schiacciata da altre persone. Nel campo del tuo lavoro, in seguito a un dramma familiare, per via dei rapporti difficili con i figli. Sfortunatamente è facile notare che le tue circostanze attuali ti schiacciano completamente, sono troppo pesanti per te; quello che internamente succede dentro di te, le tue preoccupazioni, i tuoi tormenti, le tue angosce, i tuoi timori, ti schiacciano letteralmente. In poche parole, il racconto dell’ufficiale di ieri, sei tu oggi! Lui morirà, ma tu vivrai!

È interessante notare perché quest’uomo morirà schiacciato, così da evitare di commettere gli stessi suoi errori. Lui non ha creduto in Dio. E’ evidente che la tua fede nelle promesse di Dio ti libererà da ogni forma di oppressione. Non ti accontentare di saperlo, vivilo!

Successivamente ha confuso i generi: in Eliseo ha visto solo un profeta come gli altri, nulla più! Dio utilizza mezzi deboli per raggiungere i Suoi obiettivi nella tua vita; quest’uomo passerà quindi in modo catastrofico a fianco del piano di Dio per la sua vita. Oggi, queste poche righe sono un debole mezzo che Dio adopererà perché tu la faccia finita con tutto quello che ti schiaccia.

Infine, era il principale ufficiale del re, quello di cui il re si fidava; non ha voluto perdere la faccia; si è creduto più intelligente e più saggio, molto più alto delle storie del profeta. In poche parole, aveva il diritto di pensarla così, me ne è morto. Quando il Signore si rivolge chiaramente a noi, abbiamo l’umiltà di credere semplicemente che Egli sa meglio di noi come fare per benedirci, liberarci e salvarci da tutto ciò che ci schiaccia.

 

Una preghiera per oggi

“Signore Gesù, tu sai che cosa schiaccia la mia vita, tutto quello che è pesante per me questo folle impiego del tempo, queste responsabilità impossibili, questo capo che mi fa paura, questi colleghi che mi odiano, ecc. Vengo a Te per affidare tutte queste cose nelle Tue mani. Quello che mi schiaccia e che vorrebbe alla fine uccidermi, lo abbandono ai tuoi piedi Gesù. Amen.”

Tratto da “La pensée du jour” - Samuel Foucart

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

Lunedì 10 GIUGNO 2019

 

“…la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e Potenza eterna. Amen.”

1 Timoteo 6:15-16

 

Un Dio entusiasticamente felice

Nel brano di oggi, Paolo si prende un momento per esprimere stupore e meraviglia per il suo Dio. Lo chiama “beato e unico sovrano, Re dei re, Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità e abita una luce inaccessibile”.

Essere “beato” significa essere felice. Alcuni studiosi adoperano qui la parola felice invece di beato. Dio è gioioso e raggiante.

Non è una divinità minacciosa e scostante, affamata di attenzioni. Nelle giornate cattive non è facilmente irritabile, permaloso o fuori fase. Non si morde le mani o se la prende a male quando il mondo va storto.

No, è un Dio esultante ed entusiasticamente felice. E questo è buono.

Le persone che soffrono hanno bisogno di trovare e afferrare un’àncora forte, sicura e felice.

Come dice il mio amico Steve Estes: “Nulla di ciò che facciamo può turbare la beatitudine di Dio. Lo troveremo sempre pieno di compassione e di tenera misericordia.”

 

“Signore, c’è così tanta infelicità nel nostro mondo. Così tanta delusione e amarezza, così tanti sogni infranti. Per favore, oggi trascinami via con la piena della tua gioia. Che possa vedermi beata, felice e appagata in Te. Fai che possa mostrare attraverso la mia vita quanto sia meraviglioso avere un’ancora gioiosa e un fondamento in Te.”

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

Tutti i diritti riservati. Diritti di traduzione concessi per intenti di istruzione senza fini di lucro.

 Nessuna parte di questo devozionale può essere usata

in nessun'altra forma senza autorizzazione scritta.

 

 

Martedì 11 GIUGNO 2019

 

“Chi riceve un profeta come profeta,

riceverà premio di profeta;

e chi riceve un giusto come giusto,

riceverà premio di giusto.”

Matteo 10:41

 

Due strumenti nella mano del Signore (prima parte)

Secondo le parole del Signore, ricevere uno dei suoi inviati significa ricevere Lui e tutto ciò che è fatto con amore per Lui non verrà dimenticato. Due donne – la vedova di Sarepta e la donna di Sunem – hanno avuto l’onore di ricevere un uomo di Dio e di provvedere ai suoi bisogni. Una ha ricevuto Elia a casa sua, l’altra Eliseo.

Esse erano molto diverse, sia nelle condizioni della loro vita quotidiana che nella condizione spirituale, ma Dio concede loro questo favore e sono state benedette riccamente!

 

La vedova di Sarepta – 1 Re 17:9-24

«Allora la parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini: “Alzati, va' ad abitare a Sarepta dei Sidoni; io ho ordinato a una vedova di laggiù che ti dia da mangiare”.»

Bene, essa era proprio senza risorse come vedremo tra poco! (1 Re 17:8-9) È un ordine divino veramente notevole, sia che pensiamo a Israele e a Elia oppure a questa povera vedova a Sidone. (1 Corinzi 1:27) Ci sorprende vedere il primo dei grandi profeti di Israele ridotto a dipendere da una straniera per i suoi bisogni giornalieri! Che triste testimonianza dell’estrema miseria morale che regnava in Israele!

Il Signore richiama brevemente i fatti, molto tempo dopo, nella sinagoga di Nazareth: «Anzi, vi dico in verità che ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e vi fu grande carestia in tutto il paese, c'erano molte vedove in Israele; eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidone.» (Luca 4:25-26)

Gli Ebrei si sentono giustamente redarguiti da Colui che è venuto annunciare buone notizie ai poveri, e ai prigionieri la liberazione (Luca 4:18-19). S’infuriano. Gesù mette in questo modo in evidenza la rovina d’Israele, e dimostra che è venuto a portare anche la grazia alle nazioni. È un pensiero intollerabile per questi Ebrei, pieni di pretese, imbevuti nei loro privilegi e pieni di disprezzo per i Gentili.

(segue domani)

Tratto da «Deux instruments dans la main de l’Éternel:

La veuve de Sarepta et la Sunamite” - Ph. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 

Mercoledì 12 GIUGNO 2019

 

“Com'è vero che vive il SIGNORE, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po' d'olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo.”

1 Re 17:12

 

Due strumenti nella mano del Signore (seconda parte)

Il profeta Elia deve condividere con i fedeli nascosti (Salmo 83:3) le conseguenze di un giudizio che è venuto a pronunciare da parte dell’Eterno su tutto il popolo. Dio permette che anche lui venga «travasato da vaso a vaso» (Geremia 48:11).

Prima si è dovuto nascondere nella solitudine, nel torrente di Kerit, probabilmente a Galaad; essere messo da parte è doloroso per la carne, ma facile per la fede la cui felicità sta nell’ubbidire e rimanere dipendente. La questione essenziale per un credente è di essere sicuro di essere nel luogo dove Dio vuole che sia. Già nel deserto, il popolo trovava ogni mattina la manna lì dove stava la nuvola. L’Eterni nutre i corvi (Luca 12:24) ma qui ha ordinato a questi uccelli naturalmente voraci, di portare a Elia il cibo necessario mattino e sera (1 Re 17:3-7). Questi messaggeri, perlomeno sorprendenti, agiscono quindi contro i propri istinti naturali, come prima era successo per delle mucche che stavano allattando (1 Samuele 6:10-12).

Tuttavia, come succede a volte nelle nostre vite, secondo il pensiero divino il torrente un po’ alla volta si prosciugherà e il profeta verrà chiamato a fare un passo oltre, ancora più inatteso. Lasciando questo gradevole ritiro, egli sta, per ordine dell’Eterno, per lasciare senza borbottare il paese d’Israele per andare sulla costa del Mediterraneo da una povera vedova, a Sidone, un paese imbevuto d’idolatria. Iezabel, moglie perversa del re Acab a quell’epoca al trono, era originaria di là (1 Re 16:31). Diretto dal suo Dio, Elia incontra questa vedova non appena entra in città (1 Re 17:9). Ma di che cosa dispone per esercitare l’ospitalità? Egli la mette alla prova, chiedendole prima un po’ d’acqua in un vaso, per bere. Poi, quando essa si allontana per andarla a prendere, le grida dietro: «Portami, ti prego, anche un pezzo di pane.» A quel punto essa gli apre il cuore e la penosa descrizione della sua situazione è sufficiente per chiarirla: «Com'è vero che vive il SIGNORE, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po' d'olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo.» (1 Re 17:12)

Da un punto di vista umano, le prospettive sono pessime. Ci vuole fede per elevarsi sopra l’impossibile e contare solo su Dio. A quel punto che importa se il contenitore della farina è praticamente vuoto e quello dell’olio quasi asciutto, alla vista umana? Il credente conta su questa Mano generosa che può e vuole rispondere ai bisogni della sua creatura.

(segue domani)

Tratto da «Deux instruments dans la main de l’Éternel:

La veuve de Sarepta et la Sunamite” - Ph. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 

Giovedì 13 GIUGNO 2019

 

“Com'è vero che vive il SIGNORE, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po' d'olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo.”

1 Re 17:12

 

Due strumenti nella mano del Signore (terza parte)

Se Elia si fosse fermato a quanto vedeva, si sarebbe scoraggiato nell'osservare la miseria di questa vedova. Ma non dubita delle cure dell’Eterno. Egli sa, per esperienza, che Dio può prendere dei corvi per compiere i suoi disegni. Può altresì facilmente servirsi di una povera donna senza risorse per la Sua gloria!

Quando l’uomo raschia il fondo del barile e lo riconosce, Dio può intervenire e rispondere a tutti i bisogni della sua creatura (Filippesi 4:19). Qui Egli sta per dimostrare la sua potenza in favore del suo inviato (1 Corinzi 9:7; Luca 22:35) e di questa abitante di Sarepta, nella sua estrema miseria. Tutti quelli che vivono attorno a lei ne saranno testimoni. In questa scena, come spesso succede nella Scrittura, l’amore di Dio si manifesta in favore di coloro che sono stranieri e pellegrini: essi diventano «concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio.» (Efesini 2:17-19)

Ma, a questa vedova, la grazia si deve quasi imporre, la bontà di Dio la spinge al ravvedimento (Romani 2:4). Il suo cuore si era inasprito dalla sofferenza, ma accetterà la parte preziosa che l’Eterno le riserva. Il profeta le dice: «Non temere; va e fa' come hai detto; ma fanne prima una piccola focaccia per me, e portamela; poi ne farai per te e per tuo figlio.» Essa doveva dare a Dio il primo posto, così come dobbiamo fare noi, anche nella crisi più profonda della nostra vita. Notiamo che questa farina e quest’olio, adoperati in quantità adeguata, formavano l’essenziale di un sacrificio di prosperità, gradevole all’Eterno, secondo il libro del Levitico.

In seguito, Dio fa a questa vedova delle promesse meravigliose e sorprendenti: «La farina nel vaso non si esaurirà e l'olio nel vasetto non calerà, fino al giorno che il SIGNORE manderà la pioggia sulla terra.» (1 Re 17:14; Ebrei 13:5-6) Essa riceve queste parole e dimostra una fiducia in Dio raramente eguagliabile: «Quella andò e fece come Elia le aveva detto.» (1 Re 17:15)

Sovente siamo anche lenti nell’aprire la bocca che il Signore si propone di riempire (Salmo 81:10)! Appoggiamoci risolutamente con fiducia sulle promesse divine, sono certezze per la fede! (2 Pietro 1:4). Conosciamo Yaveh Jiréz, cioè “al monte del Signore sarà provveduto”? (Genesi 22:14)

(segue domani)

Tratto da «Deux instruments dans la main de l’Éternel:

La veuve de Sarepta et la Sunamite” - Ph. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

Venerdì 14 GIUGNO 2019

 

“Dopo queste cose, il figlio di quella donna, che era la padrona di casa, si ammalò; e la sua malattia fu così grave, che egli cessò di respirare. Allora la donna disse a Elia: «Che ho da fare con te, o uomo di Dio? Sei forse venuto da me per rinnovare il ricordo delle mie iniquità e far morire mio figlio?»”

1 Re 17:17-18

 

Due strumenti nella mano del Signore (quarta parte)

 Nel suo amore, Dio continua a insegnare a questa vedova attraverso una nuova prova. Per fare progressi nella Sua conoscenza, sono necessarie esperienze sempre più profonde. Parole come queste non evidenziano la dignità di un’anima in abituale comunione con Dio né la calma e la sottomissione di un figlio di Dio che, nella prova, trova rifugio nella Sua intimità (Geremia 17:17)

La mancanza di sottomissione è un vero intralcio al lavoro divino, ma la domanda “sei venuto da me per rinnovare il ricordo delle mie iniquità e far morire mio figlio?” dimostra che la coscienza di quella donna è sveglia. Essa pensa che ci sia una relazione fra la morte del figlio e quel peccato radicato e nascosto nel suo passato. Per poter trarre un vero profitto dal lavoro che il Signore vuole operare, il credente deve stare nella Sua luce (Salmo 36:9).

 «È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.» (Ebrei 12:11) Le espressioni “in seguito” e “addestrati” hanno un significato profondo che bisogna imparare a discernere!

La vedova di Sarepta sembra quindi pensare che la presenza del profeta in casa sua abbia attirato l’attenzione del Signore che si è ricordato dei suoi peccati e l’ha castigata togliendole il figlio. È vero che la morte è il salario del peccato (Romani 6:23). Ma il credente del Nuovo Testamento sa che Dio ha buttato tutti i suoi peccati dietro le spalle e non se ne ricorderà mai più (Isaia 38:17; Ebrei 10:17).

Ora, anziché vedere i peccati dei suoi riscattati, Egli trova gioia nel vedere il sangue versato una volta per tutte dal Suo amato Figlio alla croce. La Sua opera cancella per sempre il peccato. Qual è lo scopo che Dio persegue quando disciplina o castiga? È «per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità.» (Ebrei 10:10) Non è per punirci per questi peccati che sono già stati giudicati su Colui che li ha portati nel suo corpo sul legno (1 Pietro 2:24), ma Egli prende cura dei Suoi e «quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo.» (1 Corinzi 11:32).

È bene essere chiari in merito. Da una parte la nostra comunione personale con Lui ne trarrà beneficio, dall’altra saremo protetti dal cadere nel brutto atteggiamento di supporre il male non appena vediamo qualcuno provato. Nutrire questi pensieri è un grave errore (Salmo 41:6-8), contro il quale la Scrittura ci mette fortemente in guardia (Matteo 7:1-12).

Tutta questa scena perla di Cristo: Elia ne è l’immagine. «Egli le rispose: “Dammi tuo figlio”. Lo prese dalle braccia di lei; lo portò su nella camera di sopra, dove egli alloggiava, e lo coricò sul suo letto. Poi invocò il SIGNORE, e disse: “SIGNORE mio Dio, colpisci di sventura anche questa vedova, della quale io sono ospite, facendole morire il figlio?”» (1 Re 17:20-21, Salmo 119:145). L’Eterno ascolta la sua semplice e ardente preghiera in favore di colei che l’ha ricevuto così bene e fa rivivere il figlio. Scende con calma e dignità col figlio e lo riconsegna a sua madre: «Guarda! Tuo figlio vive.»

Allora i benefici effetti della disciplina si fanno sentire nella vedova di Sarepta. Ora essa conosce la potenza della risurrezione che libera dalla morte e dichiara: «Ora riconosco che tu sei un uomo di Dio, e che la parola del SIGNORE, che è nella tua bocca, è verità.» 1 Re 17:23-24

Per giungere a questa conclusione era necessario un miracolo. Insegnata dal lavoro paziente di Dio, essa ha imparato a conoscere la Sua immensa grazia. Quante verità che professiamo, devono essere sperimentato prima o poi nella nostra vita! Al momento giusto, Dio manderà, se necessario, le acque profonde dell’afflizione. Sotto l’azione della disciplina, ognuno deve imparare a sottomettersi per il suo bene al «Padre degli spiriti» (Ebrei 12:9; Deuteronomio 8:16)

(fine)

Tratto da «Deux instruments dans la main de l’Éternel:

La veuve de Sarepta et la Sunamite” - Ph. Laught

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

Le meditazioni bibliche di "Manna per oggi" sono scelte e tradotte dal francese

da Anna Vannini

© Pagina stampabile per uso personale.

Ogni altro uso deve essere concordato con l'autore

o con "Donne cristiane nel Web".

 

Puoi leggere le meditazioni di Manna per Oggi su Facebook

alla pagina

https://www.facebook.com/mannaperoggi/

 

 

Puoi accedere agli archivi di MANNA PER OGGI alla pagina

http://www.donnecristianenelweb.it/Manna%20ARCHIVI.htm

o cliccando il pulsante sottostante

 

 

 

   annavannini@alice.it