da  venerdì  9 novembre a venerdì 16 novembre 2018

 

 

Venerdì 9 NOVEMBRE  2018

 

“La figlia del faraone le rispose: «Va'».

E la fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. 

La figlia del faraone le disse:

«Porta con te questo bambino,

allattalo e io ti darò un salario».

Quella donna prese il bambino e lo allattò.

Esodo 2:8-9

 

Uno sguardo che cambia tutto (quarta parte)

In questi versetti non figura nessun nome dei tre personaggi femminili. Eppure è Miriam che ricorre a Iochebed, sua madre, per allattare Mosè fratello e figlio di queste donne. Tutto questo per la figlia del faraone di cui la Bibbia non svela il nome, ma principessa che darà il suo al bambino trovato: Mosè.

I primi mesi di questo Mosè sono rocamboleschi e veramente sorprendenti. Tutto è iniziato molto prima da una constatazione del faraone: gli immigrati ebrei sono troppo numerosi nel suo paese per non diventare una minaccia per la sicurezza nazionale.

Per rallentare la natalità fra i discendenti di Giacobbe, il faraone impone loro carichi sovrumani. Obiettivo: rendere la vita impossibile perché gli Ebrei siano disgustati all’idea di mettere al mondo dei figli in quelle condizioni. Ma le coppie d’israeliti continuano a fare dei figli. Allora il faraone va oltre nella sua strategia e ordina alle ostetriche di far morire i figli maschi alla nascita, cosa che esse rifiutano di fare (Esodo 1:17).

Poi arriva la storia di questo bambino di questo bambino salvato dalle acque. In questa nuova situazione operano tre donne per la sopravvivenza del bambino nonostante le minacce e gli ordini orribili di buttare i maschi appena nati nel Nilo. Il bimbo risparmiato dagli ordini e dalle acque sarà alla fine il salvatore, il liberatore del popolo oppresso.

È un capovolgimento della situazione di quelle che Dio ama fare.

Ma uno degli aspetti da non dimenticare in questa storia è che il salvatore Mosè è in vita grazie a delle donne: prima le ostetriche, poi sua madre, sua sorella e infine la figlia del faraone. Questo appunto, che è solo un dettaglio, c’è anche per dimostrare la posizione essenziale della donna nella salvezza del popolo e dell’umanità intera.

Ecco un insegnamento biblico che è necessario ricordare, un semplice sguardo può cambiare così tante cose!

(fine)

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

Sabato 10 NOVEMBRE  2018

 

"Chi mai dice una cosa che si avveri,

se il Signore non l’ha comandato?

Il male e il bene non procedono

forse dalla bocca dell’Altissimo?"          

Lamentazioni 3:37-38

 

Un paradosso

Ci sono due cose che la Bibbia chiarisce assolutamente: da un lato, Dio controlla sovranamente persino le azioni di Satana. Dall’altro, Dio non è in alcun modo peccatore, né autore del peccato.

Quando la Bibbia ci fa dono di due verità come queste, che sembrano opposte l’una all’altra, come dobbiamo trattarle? Come possiamo conciliarle?

Il modo più semplice per uscirne è negare o l’una o l’altra e, in entrambi i casi, solitamente significa negare la sovranità di Dio. Ma è sbagliato. Quello che dovremmo fare è innanzitutto essere sicuri che entrambe le verità siano davvero ciò che la Bibbia insegna. Una volta che lo siamo, dobbiamo umilmente piegare la nostra ragione all’autorità della Parola di Dio, e accettare per fede entrambe le verità.

La migliore illustrazione di questo è la dottrina della Trinità.

La Scrittura afferma chiaramente che vi è un solo Dio, ma altrettanto chiaramente insegna che sia Padre, sia Figlio, sia Spirito Santo sono Dio, benché siano tre persone distinte. Nessun vero cristiano nega alcuna di queste verità, anche se la ragione umana non riesce a conciliarle. Perché dovremmo trattare diversamente le verità della natura senza peccato di Dio e del Suo controllo sovrano su Satana?

"Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l’avversità;

io, il Signore, sono colui che fa tutte queste cose." (Isaia 45:7)

 

“Quanto sono inscrutabili i Tuoi giudizi e ininvestigabili le Tue vie, o Signore. Tu governi ogni cosa. Sei il Signore di tutto. Nulla avviene se non lo hai decretato, nessuna cosa succede senza il Tuo permesso. E poiché tieni tutte le cose nella Tua mano amorevole, posso avere fiducia in Te. Mi inchino a Te, adorandoti in riverente ammirazione.”

Benedizioni,

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

Tutti i diritti riservati. Diritti di traduzione concessi per intenti di istruzione senza fini di lucro.

 Nessuna parte di questo devozionale può essere usata

in nessun'altra forma senza autorizzazione scritta.

Tradotto dall’inglese da Maura Tacconi

Domenica 11 NOVEMBRE  2018

Lunedì 12 NOVEMBRE 2018

 

“… facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito, che egli aveva determinato in se stesso, per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.

Efesini 1:9-10

 

Studio sulle dispensazioni (prima parte)

Cos’è una dispensazione?

È utilissimo che ogni cristiano abbia una comprensione chiara dello sviluppo delle rivelazioni che Dio ha fatto agli uomini nel corso delle ere, e del carattere delle relazioni che Egli ha stabilito con quelli a cui si è rivelato. In altri termini è necessario conoscere qualcosa delle dispensazioni (= stato di cose stabilito dall’autorità di Dio in un dato periodo).

Questa parola può indicare sia le disposizioni che Dio ordina nella sua amministrazione, sia i periodi durante i quali le attua. La dispensazione della legge, per esempio, è la condizione in cui si trovava il popolo d’Israele per il fatto di aver ricevuto la legge di Mosè e era sotto l’autorità di quella legge; ed è pure l’epoca che va da Mosè fino alla venuta di Gesù sulla terra.

La conoscenza delle dispensazioni – almeno a grandi linee – è necessaria per poter, così come diceva Paolo a Timoteo, tagliare rettamente, o esporre giustamente, la parola della verità (2 Timoteo 2:15).

Dio si è rivelato agli uomini per la loro benedizione e per manifestare i diversi aspetti della sua gloria. Ma si è rivelato in modo progressivo.

In ogni dispensazione, l’uomo è stato messo alla prova, il risultato di questi test è stato il fallimento su tutta la linea. Ma, man mano che l’uomo manifestava il fondo della propria natura, Dio ha tratto dai suoi tesori nuove ricchezze. Lo studio del piano di Dio nella rivelazione che ha fatto di se stesso è fonte di particolare arricchimento. Esso ci fa crescere nella conoscenza di Dio e del Signore Gesù Cristo.

 Facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito, che egli aveva determinato in se stesso, per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra. 

(segue domani)

Tratto da «Dispensations» di J.A. Monard

Tradotto dal sito web https://www.bibliquest.net/JAM/JAM-Dispensations_texte_seul.htm

 

Martedì 13 NOVEMBRE  2018

 

“… facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito, che egli aveva determinato in se stesso, per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.

Efesini 1:9-10

 

Studio sulle dispensazioni (seconda parte)

Le parole “dispensazione” e “economia”

La nozione di “dispensazione” è presentata chiaramente nella Bibbia, ma la parola stessa non è per forza menzionata. Però, troviamo parole equivalenti – e le dobbiamo trovare – per tradurre la parola greca ‘oikonomia’ che sta all’origine del vocabolo ‘economia’ e in alcune versioni è tradotta ‘amministrazione’.

In Efesini 1:10 compare nel senso preciso di dispensazione o economia. In questo passo è parlato del disegno eterno di Dio in merito alla «dispensazione del compimento dei tempi». Si tratta delle disposizioni che Dio, che governa ogni cosa nei periodi successivi, ha ordinate per il Millennio, tempo che corona e completa tutti gli altri.

La parola ‘oikonomia’ si trova anche in Efesini 3:2, 9 e in Colossesi 1:25.

In questi passi si tratta del ‘mistero’ della Chiesa che Dio, nella sua sovranità, aveva nascosto completamente in tutti i tempi precedenti e rivelato al momento opportuno per mezzo dell’apostolo Paolo. Questi versetti evocano al tempo stesso l’amministrazione di Dio e quella che aveva affidata a Paolo.

D’altronde è difficile distinguere l’una dall’altra. In 1 Corinzi 4:1-2 Paolo si presenta come «ministro di Cristo e amministratore dei misteri di Dio» e «quel che si richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele.»

La parola ‘oikonomia’ si trova anche in Luca 16:2-4 dov’è messo in evidenza molto bene il pensiero di una gestione affidata a un amministratore che ne dovrà rendere conto. Come termini tecnici per indicare l’oggetto di questo studio, le parole dispensazione o economia sono equivalenti. Il vantaggio del primo, anche se non appartiene alla lingua corrente, è che ricorda il dispensare cioè il concedere o il dare.

Così, le dispensazioni di Dio sono ciò che Dio dispensa, nella Sua sovrana amministrazione.

(segue domani)

Tratto da «Dispensations» di J.A. Monard

Tradotto dal sito web https://www.bibliquest.net/JAM/JAM-Dispensations_texte_seul.htm

 

 

Mercoledì 14 NOVEMBRE  2018

 

«Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.»

Ebrei 1:1-2

 

Studio sulle dispensazioni (terza parte)

La rivelazione progressiva di Dio

«Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.» (Ebrei 1:1-2)

Questo testo indica un elemento basilare nelle comunicazioni divine: la venuta di Gesù sulla terra. Tutto ciò che precede era come un albore la cui luce crescente annunciava il levarsi del sole.

«…il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte una luce si è levata.» (Matteo 4:16, citazione di Isaia 9:2).

L’Antico Testamento – l’albore – è stato scritto in ebraico, la lingua d’Israele da autori che appartenevano tutti a quel popolo. Era una rivelazione di Dio a Israele, anche se oggi ne possiamo beneficiare molto tutti. Il Nuovo Testamento – la piena rivelazione di Dio – è stato scritto in greco, la lingua più parlata nei paesi civilizzati dell’epoca (Dio preparò questo portando Alessandro il Grande, fondatore del 3° grande impero delle nazioni, a imporre il greco come lingua ufficiale dell’Impero) e il Signore ha ordinato ai suoi discepoli di annunciare il vangelo ad ogni creatura. Le comunicazioni che sono state fatte dal Signore e i suoi apostoli hanno una portata universale.

L’Antico Testamento ci presenta quattro grandi periodi:

  1. Nella Genesi, fino al capitolo 11: i tempi cha hanno preceduto la chiamata di Abramo. In modo generale, le nazioni sono senza Dio e cadono nella corruzione e l’idolatria. Ci sono tuttavia alcune comunicazioni da Dio a degli uomini di fede.

  2. Nella Genesi dal capitolo 12: l’era dei patriarchi. Dio è in relazione con la famiglia di Abramo, al quale si è rivelato e fatto delle promesse.

  3. In tutto il resto dell’Antico Testamento: l’epoca della legge. Dio è in relazione con Israele, che ha riscattato dalla schiavitù e che ha scelto per essere il suo popolo. Prima attraverso il ministero di Mosè e poi dei profeti, Dio rivela a questo popolo ciò che Egli è e quali sono i suoi piani. In particolare, annuncia la venuta del Messia. Attraverso l’esperienza fatta con Israele, si apprende che cos’è l’uomo e, per fortuna, quello che è Dio.

  4. Nei profeti: l’epoca della benedizione futura. Questo stato di cose è descritto con una quantità di dettagli, ma la cronologia degli eventi non è sempre facile da discernere. Una parte di questi avvenimenti si è realizzata in occasione della prima venuta di Cristo, il resto si compirà alla sua seconda venuta. È la restaurazione d’Israele attraverso la prova di un fuoco purificatore, poi la benedizione millenaria. Le profezie dell’Antico Testamento hanno essenzialmente sempre in vista Israele, e la benedizioni particolare di questo popolo, che in futuro avrà il suo posto a parte.

Dall’altro lato il Nuovo Testamento ci presenta tre periodi:

1.    Nei Vangeli: quello della vita del Signore sulla terra. Il Messia è presentato a Israele. È la prova suprema dell’uomo, la dimostrazione della sua condizione incurabile. Al tempo sesso è la meravigliosa dimostrazione dell’amore di Dio che dà suo Figlio per riscattare gli uomini perduti.

2.    Negli Atti e le Epistole: il tempo della Chiesa. È la rivelazione di un mistero che era stato nascosto fino ad allora. In modo generale, non si tratta del compimento delle profezie dell’Antico Testamento ma di una sorta di parentesi nelle vie di Dio. Il popolo d’Israele come tale è momentaneamente messo da parte e il vangelo è predicato alle nazioni.

3.    Nell’Apocalisse e in diversi altri passaggi: i tempi futuri. Le benedizioni future si realizzano dopo i giudizi terribili che colpiscono tutta la terra. Queste benedizioni includono tutto ciò che è stato promesso a Israele, ma vanno oltre. Solo il Nuovo Testamento ci rivela che il regno di Cristo sulla terra avrà una fine e sarà seguito dalla condizione eterna.

(segue domani)

Tratto da «Dispensations» di J.A. Monard

Tradotto dal sito web https://www.bibliquest.net/JAM/JAM-Dispensations_texte_seul.htm

 

Giovedì 15 NOVEMBRE  2018

 

“Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la sua volontà, riceverà molte percosse; ma colui che non l'ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, ne riceverà poche. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.»

Luca 12:47-48

 

Studio sulle dispensazioni (quarta parte)

La responsabilità dell’uomo

Da sempre e in ogni luogo, gli uomini sono stati responsabili davanti a Dio nella misura in cui Dio si era fatto conoscere, dei suoi pensieri e della sua volontà, secondo la natura delle relazioni che aveva stabilite con loro. Il Signore pone questo principio: «Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la sua volontà, riceverà molte percosse; ma colui che non l'ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, ne riceverà poche. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.» (Luca 12:47-48) Il servo è giudicato – secondo la sua condotta – perché si trova nella relazione di schiavo col padrone. Inoltre, se «ha conosciuto la volontà del suo padrone» cioè se ha ricevuto una comunicazione positiva, la sua responsabilità è maggiore. Il non aver ricevuto una comunicazione così diminuisce la responsabilità, ma non la cancella.

Ogni uomo, in quanto creatura che Dio ha dotato d’intelligenza, ha già una responsabilità nei confronti del suo Creatore «infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili…» (Romani 1:20)

Inoltre, dopo la caduta, l’uomo possiede una coscienza che gli consente una certa conoscenza del bene e del male, e di conseguenza una certa responsabilità. Dei pagani è detto: «essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda.» (Romani 2:15)

In ogni tappa delle comunicazioni divine, gli uomini che le hanno ricevute sono stati messi in una certa relazione con Dio. Ognuna di queste relazioni implica una responsabilità corrispondente. La chiamata di Abramo lo ha messo, lui e i suoi discendenti, in una relazione privilegiata con Dio. E’ stato lo stesso per il popolo d’Israele, quando l’Eterno l’ha chiamato, liberato e portato a lui. È ancora la stessa cosa per i cristiani che “partecipano alla chiamata celeste”. Queste relazioni costituiscono la base della responsabilità di quelli con cui Dio le ha stabilite, e questa aumenta in proporzione all’aumentare dei privilegi.

Fra i popoli in cui c’è una certa conoscenza del vero Dio (ovviamente Israele, poi le nazioni cristianizzate) c’è una responsabilità particolare che deriva da ciò che si può definire l’eredità spirituale. In senso lato ereditiamo dai nostri genitori, non solo dei beni materiali, educazione e istruzione, ma anche ciò che ci hanno trasmesso della loro conoscenza di Dio. Questo implica una responsabilità, nella misura di ciò che ci è stato trasmesso – e che anche noi dobbiamo comunicare.

Questo dovere è fortemente richiamato nel salmo 78: «Egli stabilì una testimonianza in Giacobbe, istituì una legge in Israele e ordinò ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, perché fossero note alla generazione futura, ai figli che sarebbero nati. Questi le avrebbero così raccontate ai loro figli, perché ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti.» Allo stesso modo a Timoteo viene ricordata la fede di sua madre e di sua nonna, e l’insegnamento che aveva ricevuto da esse (2 Timoteo 1:5, 3:15). In merito a questa trasmissione, la Parola sottolinea bene sia il dovere dei genitori sia quelli dei figli (Deut. 6:6-9; Prov. 1:8-9; 6:20-23).

Quando ancora non esisteva la stampa e la maggioro parte della gente non sapeva leggere, questo mezzo di trasmissione svolgeva un ruolo primordiale. In quanto a noi che abbiamo la parola di Dio completa fra le mani, anche la nostra responsabilità è completa di custodire fedelmente l’eredità spirituale che abbiamo ricevuto e di trasmetterla, pur risalendo continuamente alla fonte con l’atteggiamento dei Bereani che «esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.» (Atti 17:11)

(segue domani)

Tratto da «Dispensations» di J.A. Monard

Tradotto dal sito web https://www.bibliquest.net/JAM/JAM-Dispensations_texte_seul.htm

 

 

Venerdì 16 NOVEMBRE  2018

 

“Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l'immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento; affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti.”

Ebrei 6:17-18

 

Studio sulle dispensazioni (quinta parte)

Ciò che è immutabile

Quando ci si occupa dei cambiamenti intervenuti nelle disposizioni che Dio ha prese nei confronti delle sue creature, ricordiamoci che Dio stesso non cambia mai. (Salmo 102:27; Romani 16:26; Malachia 3:6). Di conseguenza ciò che è buono o cattivo agli occhi di Dio è indipendente dalle sue dispensazioni. Le norme del bene e del male sono le stesse in ogni epoca. Ci sono dei principi immutabili che ritroviamo in tutte le dispensazioni. Menzioniamo qualche esempio.

-          L’amore divino è la base di ogni relazione che Dio ha stabilito con l’uomo, che si tratti di patriarchi, d’Israele o dei cristiani (Deuteronomio 4:37; 7:8; Efesini 2:4). Per questo motivo Dio si aspetta d quelli che hanno relazione con Lui che manifestino amore «l'amore quindi è l'adempimento della legge» com’è pure il segno distintivo dei discepoli di Gesù (Romani 13:10, Giovanni 13:35).

-          L’accettazione di un uomo peccatore da parte di un Dio santo può avvenire solo sulla base di un sacrificio offerto. È necessario un sostituto che porti la sua colpevolezza davanti a Dio. Il solo vero Sostituto è Cristo. Prima della sua venuta, i vari sacrifici offerti lo rappresentavano agli occhi di Dio.

-          In ogni epoca, se l’uomo entra in una vera relazione con Dio, questo avviene per fede. Ne troviamo la testimonianza in Ebrei cap.11.

-          Dalla Genesi all’Apocalisse, Dio si presenta come il giusto giudice che «colui che giudica senza favoritismi, secondo l'opera di ciascuno» (1 Pietro 1:17). Questo è ancora vero per coloro che sono stati messi al riparo deli giudizio eterno e che invocano Dio come Padre.

-          Anche se può assumere forme diverse, il governo di Dio nei confronti dell’uomo esiste sempre «quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà» (Galati 6:7). La grazia non annulla questo principio.

-          Il timore di Dio è, in ogni tempo, l’atteggiamento che conviene all’uomo (Giobbe 28:28, Salmo 111:10). E se nel cristianesimo è stato tolto ogni timore del giudizio, essi devono comunque servire Dio con timore (Ebrei 12:28).

-          Nel Nuovo Testamento come nell’Antico, Dio si aspetta da coloro che sono in relazione con lui un cammino in santità, nella separazione dal male. «Ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: ‘Siate santi, perché io sono santo’.» (1 Pietro 1:15-16)

-          Tanto a Israele “sotto la legge” che a noi che siamo “sotto la grazia”, Dio si è rivelato come un Dio di misericordia (Esodo 33:19; 34:6; Efesini 2:4). E il Signore ci dice: «Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro» (Luca 6:36).

-          Fin dall’inizio dell’umanità, Dio si è fatto conoscere come il Dio di pazienza (Romani 15:5; 1 Pietro 3:20). Tutto l’Antico Testamento è una testimonianza della sua immensa pazienza verso Israele e ancora oggi, secondo «le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza» spinge gli uomini al pentimento (Romani 2:4). Per questo motivo Egli si aspetta dai suoi che manifestino pazienza, sia nella loro vita cristiana in generale, nella loro attesa del Signore, nelle loro prove o ancora nelle relazioni gli uni con gli altri (Colossesi 1:11, 1 Tessalonicesi 1:3, Giacomo 5:11, 1 Tessalonicesi 5:14).

(segue martedì 19 novembre)

Tratto da «Dispensations» di J.A. Monard

Tradotto dal sito web https://www.bibliquest.net/JAM/JAM-Dispensations_texte_seul.htm

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

Le meditazioni bibliche di "Manna per oggi"

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da Anna Vannini

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