Da sabato 6 aprile a martedì 16 aprile 2019

Sabato 6 APRILE   2019

 

“Poserà la mano sulla testa dell’olocausto,

e il SIGNORE lo accetterà come espiazione.”

Levitico 1:4

 

Un sacrificio gradito

Non appena colui che presentava l’olocausto poneva la mano sulla testa della vittima, questa era gradita. E, non appena mettiamo su Cristo, la nostra vittima, la mano della nostra fede, sarà gradito allo stesso modo al nostro posto.

Se Dio accettava un semplice animale in espiazione del peccato, a maggior ragione, guarderà come propiziazione completa e sufficiente, Gesù, la vittima santa e senza macchia.

«Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca

 sparsi su quelli che sono contaminati,

 li santificano in modo da procurare la purezza della carne,

quanto più il sangue di Cristo,

che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni cola a Dio,

purificherà la nostra coscienza dalle opere morte

per servire il Dio vivente!»

Se ti va, discuti pure della dottrina dell’espiazione mediante il sangue: noi, riponiamo là l’unica nostra speranza, la nostra gioia, la nostra gloria, il nostro tutto.

Vediamo in Gesù la vittima espiatoria immolata al posto nostro e che Dio gradisce.

Posiamo la nostra mano sul sacrificio completo di Gesù e, accettandolo nella sua interezza, riceviamone il completo beneficio.

Noi che lo abbiamo già accettato, ripetiamo nuovamente questo atto.

Tu che non l’hai ancora fatto, stendi la mano con fede senza rimandare più.

Appoggiati fortemente su di Lui; sarai “riconciliato con Dio”, i tuoi peccati sono cancellati, appartieni all’Eterno.

Tratto da «Méditations» di Charles Spurgeon

Domenica 7 APRILE 2019

Lunedì 8 APRILE 2019

 

“Ma lo spirito maligno rispose loro:

«Conosco Gesù, e so chi è Paolo;

ma voi chi siete?»”

Atti 19:15

 

Non sopravvalutare le tue forze! (prima parte)

Hai mai visto quei programmi televisivi in cui ci sono dei volontari che affrontano sfide audaci o decisamente pericolose? Ti sei mai immaginato di poter fare anche tu queste bravate? “Perché no?” Ma alla fine della trasmissione scorre un titolo che t’invita a non ripetere assolutamente quegli exploit a casa, sono pericolosissimi.

Non fidarti troppo delle tue forze! Tienilo bene in mente durante la lettura di questo passo: «Dio intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo; al punto che si mettevano sopra i malati dei fazzoletti e dei grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti maligni uscivano. Or alcuni esorcisti itineranti giudei tentarono anch'essi d'invocare il nome del Signore Gesù su quelli che avevano degli spiriti maligni, dicendo: «Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annunzia». Quelli che facevano questo erano sette figli di un certo Sceva, ebreo, capo sacerdote. Ma lo spirito maligno rispose loro: «Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?» E l'uomo che aveva lo spirito maligno si scagliò su due di loro; e li trattò in modo tale che fuggirono da quella casa, nudi e feriti.»

La potenza di Dio era così manifesta nella vita di Paolo che faceva sembrare il suo ministero relativamente facile. Infatti, quelle persone pensarono di poter compiere gli stessi miracoli. Invece no!

Se non sei stato formato ed equipaggiato da Dio, ti spaccherai senz’altro la faccia!

I sette figli di Sceva erano interessati a una cosa sola: possedere la potenza di Paolo. Ma il loro motivo era sbagliato. Non volevano assolutamente pagare il prezzo che aveva pagato Paolo.

Dio non ti concederà nessuna potenza se cerchi il tuo piacere. Ai Suoi occhi conta solo la Sua volontà. Una vita motivata e guidata dallo Spirito di Dio non può essere imitata, duplicata, comprata, presa in prestito o simulata e se non vivi veramente questo tipo di vita, per il Nemico sarai solo un avversario insignificante!

(segue domani)

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

Martedì 9 APRILE 2019

 

“Ma lo spirito maligno rispose loro:

«Conosco Gesù, e so chi è Paolo;

ma voi chi siete?»”

Atti 19:15

 

Non sopravvalutare le tue forze! (seconda parte)

Prima di lasciare i setti figli di Sceva, notiamo ancora che:

Puoi utilizzare il nome di Gesù efficacemente solo se Lo riconosci come tuo Signore. Saulo di Tarso aveva sentito parlare di Gesù, ma Lo incontrò sulla via di Damasco e la sua vita ne fu sconvolta per sempre. La stessa cosa succederà a te se fai di Gesù il Signore e Maestro della tua vita. Ma, se non lo hai ancora fatto, fallo subito. Riparti da zero!

Puoi utilizzare il nome di Gesù efficacemente solo se hai una relazione intima con Lui. Davide ha scritto: «Una cosa ho chiesto all'Eterno, e quella ricerco: ch'io dimori nella casa dell'Eterno tutti i giorni della mia vita, per mirare la bellezza dell'Eterno e meditare nel suo tempio.» (Salmo 27:4) Nota le parole: chiedo, desidero, abitare, ammirare, meditare. Paolo descrive la nostra relazione con Cristo utilizzando la figura del matrimonio. (Leggi Efesini 5:25-32) Non appena pronunci le parole “Sì lo voglio” ottieni il diritto di usare il Suo nome. Ma il resto della promessa è molto importante: “prometto di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”.

Puoi utilizzare il nome di Gesù efficacemente solo se sei convinto della Sua potenza. Non utilizzare il Suo nome se non sei sicuro che Egli possa e voglia anche fare quello che promette. Per utilizzare il Suo nome correttamente, devi fidarti completamente della Sua Parola e seguirne i principi, in tutti i settori della tua vita. Vivendo così, assomiglierai a un ufficiale effettivo di polizia che tira fuori il tesserino per provare la sua autorità. Ogni volta che utilizzerai il nome di Gesù, ti sentirai investito della forza e dell’autorità del Regno di Dio.

(fine)

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

Mercoledì 10 APRILE 2019

 

“Là vi ricorderete della vostra condotta

e di tutte le azioni con le quali vi siete contaminati;

sarete disgustati di voi stessi,

per tutte le malvagità che avete commesse…”

Ezechiele 20:43

 

Pentimento prezioso

Quando il Signore ci ha ricevuti e ci ha fatto trovare favore, pace e sicurezza presso di Lui, ci porta a pentirci di tutti i nostri errori e di ogni malvagità commessa nei Suoi confronti.

 Questo è il prezzo del pentimento, che può essere paragonato a un diamante dei più puri e cristallini, che è presentato come una delle conseguenze più santificanti della salvezza. Colui che accetta il pentimento è anche Colui che lo produce in noi.

Questo pentimento che Egli dà non ha un sapore di “erbe amare”, ma piuttosto di “schiacciate al miele” di cui nutriva il suo popolo. Infatti, c’è una vera dolcezza nel sentimento di un perdono concesso e pagato col sangue. Nulla intenerisce di più un cuore di pietra come una grazia immeritata.

Ci sentiamo duri e aridi? Pensiamo alla Sua alleanza d’amore, e riusciremo ad abbandonare il nostro peccato, a piangere per esso e a detestarlo. Ancora di più, odieremo noi stessi per aver potuto peccare contro un tale amore.

Chiediamo a Dio che ci faccia ricordare e pentirci del nostro peccato, poi ritorniamo a Lui. Che possiamo gustare la dolcezza di una santa tristezza e il sollievo che si prova in un fiume di lacrime. Signore, colpisci la roccia e parlagli, perché ne possano sgorgare acque benedette!

Tratto da «Méditations» - Ch. Spurgeon

Giovedì 11 APRILE 2019

 

“Ma poco dopo si scatenò un vento impetuoso

chiamato Euroaquilone;

la nave fu trascinata via e,

non potendo resistere al vento,

la lasciammo andare ed eravamo portati alla deriva.”

Atti 27:14-15

 

Solo Dio ti tirerà fuori dai guai!

Euroaquilone è l’unico nome di tempesta citato nella Bibbia. Si tratta in realtà di un tifone e Paolo ebbe il privilegio di doverne attraversare uno per compiere il suo destino. Nota i seguenti dettagli:

1. Nel percorso del tuo destino, le tempeste saranno inevitabili. «Da vari giorni non comparivano più né sole, né stelle e la tempesta continuava a infuriare, per cui ogni speranza di salvarci sembrava ormai perduta.» (Atti 27:20) Certi giorni ti chiederai come sopravvivere!

2. Le tempeste costituiscono il modo migliore per scoprire se conosci veramente Dio! «…un angelo del Dio al quale appartengo e che servo mi ha detto: non temere Paolo…» (Atti 27:23-34) I momenti difficili della vita riveleranno la profondità delle tue relazioni con Dio.

3. Fra le mani di Dio un naufragio si può trasformare in riuscita! Ma non dimenticare che talvolta bisogna sapersi sbarazzare di alcune cose buttandole sopra il parapetto! (Atti 27:18) A volte sui terreni ostili non ce la farai, nonostante tutti gli sforzi! (Atti 27:26) e che ti devi sempre ricordare delle promesse divine e prenderle in parola!

4. La peggiore delle esperienze può diventare all’improvviso un’esperienza fra le più ricche. Grazie al naufragio di quella nave, Dio permise al vangelo di spandersi attraverso l’isola di Malta. E nota come furono trattati Paolo e i suoi compagni quando lasciarono l’isola: «ci colmarono di onori e al momento della partenza ci rifornirono di tutto il necessario.» (Atti 28:10)

Quindi, non ti preoccupare più! Dio provvederà ai tuoi bisogni spesso in modo da lasciarti senza fiato. Se sei Suo figlio, non sarai mai vittima delle circostanze. Il  tuo avvenire non dipende dagli uomini, qualunque essi siano, il tuo futuro è fra le mani di Dio. E, delle cose Sue, Lui ne ha sempre cura!

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

Venerdì 12 APRILE 2019

 

“Signore, vorremmo vedere Gesù.”

Giovanni 12:21

 

Lasciamo vedere Gesù!

Oggi, anche se questo è detto diversamente, la gente vuole sempre vedere Gesù. Essa cerca:

·         La guarigione

·         Un senso alla vita

·         Una liberazione

·         Una pace interiore

·         Il perdono

·         La felicità al di là delle circostanze, ecc.

In poche parole vuole vedere Gesù in azione nella propria vita. Cristo salva chi vuole! Egli non fa nessuna eccezione. Ho sempre in mente quest’immagine di Zaccheo che desidera vedere Gesù. Nessuno lo lasciava passare. Tutti gli sbarravano la strada! Ai loro occhi, era un collaborazionista che non meritava di andare verso Gesù. È per questo che Zaccheo dovette salire su un sicomoro per incrociare lo sguardo di Gesù.

Sei fra quelli che impediscono a qualcuno di vedere Gesù, perché ritieni che non lo meriti? Per pregiudizi o preconcetti, si potrebbe essere tentati di privare persino un bambino del diritto di guardare a Gesù! Ma il Signore è venuto per morire per tutti, non rifiuta nessuno.

 

Un’azione per oggi

Attraverso la mia testimonianza, rifletterò Gesù attorno a me. Anche se stimo che qualcuno non merita di vederlo, voglio lasciargli la possibilità di conoscere il Signore.

Tratto da “La pensée du jour” - Patrice Martorano

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

Sabato 13 APRILE 2019

 

“Non affannatevi dunque per il domani,

perché il domani avrà già le sue inquietudini.

A ciascun giorno basta la sua pena.”

Matteo 6:34

 

 

Fai solo la prossima cosa

 Come facciamo ad andare avanti quando soffriamo? Come viviamo?

 Una volta un amico mi diede un consiglio per vivere con il dolore cronico: “Fai solo la prossima cosa*” In altre parole, non cercare di abbracciare con la mente un lungo periodo, magari tutta una vita, di sconforto e sofferenza; affronta solo la prossima ora, il prossimo giorno, la prossima notte.

Come disse Gesù: «Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.»

Se oggi devi affrontare qualche tipo di dolore, fai solo la prossima cosa. Può voler dire alzarti dal letto, tirarti su dal divano, uscire di casa, fare il bucato, oppure lavare quei piatti che stanno nel lavandino. Apocalisse 21:4 ci ricorda che molto presto non ci saranno più né notte, né dolore o pianto. Perciò, fai la cosa migliore che puoi e abbandonati fra le Sue braccia. Non puoi fare di più – e non puoi fare nulla di meno.

 

“Grazie, Signore Gesù, di ricordarmi che devo solo preoccuparmi di vivere un giorno alla volta, un’ora alla volta. Non so che cosa porterà domani, ma so che qualsiasi cosa sarà, Tu sarai qui con me. Ed è tutto quello che ho bisogno di sapere.”

* Grazie a Dr. Michael Easley

Benedizioni,

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

Tutti i diritti riservati. Diritti di traduzione concessi per intenti di istruzione senza fini di lucro.

 Nessuna parte di questo devozionale può essere usata

in nessun'altra forma senza autorizzazione scritta.

 

Domenica 14 APRILE 2019

Lunedì 15 APRILE 2019

 

“Quanto a me, io volgerò

lo sguardo verso il SIGNORE,

spererò nel Dio della mia salvezza;

 il mio Dio mi ascolterà.”

Michea 7:7

 

Dio è sempre in ascolto

I nostri amici possono non essere fedeli, ma il Signore non volterà mai le spalle all’anima sincera. Al contrario, Egli ascolterà i suoi desideri. È vero che il profeta dice: «Non fidatevi del compagno, non riponete fiducia nell’amico intimo; sorvegli alla porta della tua bocca davanti a colei che risposa sul tuo petto.» Triste condizione questa, ma anche se ci trovassimo in una situazione simile, il nostro Amico celeste rimane fedele e possiamo confidargli tutte le nostre preoccupazioni e pene.

La nostra saggezza sta nel guardare al Signore, non a discutere con gli uomini. Se chi ci circonda sembra non far assolutamente caso alle nostre richieste, rimettiamoci al Dio della nostra salvezza che “ci esaudirà”.  Ci ascolterà ancor meglio quando incontreremo più opposizione e cattiva volontà, e presto potremo esclamare: «Non ti rallegrare per me, o mia nemica!»

Perché Dio è il Dio Vivente, può esaudire; perché è il Dio d’amore vuole esaudire; perché è il Dio del Patto, s’impegna a esaudire. Se ognuno di noi Lo può chiamare personalmente “mio Dio”, possiamo con certezza assoluta aggiungere: “il mio Dio mi esaudirà”.

Tu che oggi hai il cuore ferito e sanguinante, vieni allora e esponi la tua sofferenza all’Eterno, il tuo Dio, certo di essere ascoltato e, tutti noi, andiamo a inginocchiarci davanti a Lui, ripetendo nel segreto del nostro cuore: “il mio Dio mi esaudirà”.

Tratto da «Méditations» - Ch. Spurgeon

 

Martedì 16 APRILE 2019

 

L’apostolo parla della morte o del sonno spirituale

quando dice che… «il Signore Gesù Cristo è morto per noi,

affinché sia che vegliamo, sia che dormiamo,

viviamo con lui»?

1 Tessalonicesi 5:9-10

 

L’attenta lettura di tutto il passaggio che precede, consente di comprendere che “vegliare” e “dormire” si riferiscono prima di tutto alla condizione spirituale delle anime:

«Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte.

Ma noi che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore e preso per elmo la speranza della salvezza».

Ma noi cristiani, possiamo anche comprendere quali sono le conseguenze gloriose dell’opera di Cristo. Infatti lo Spirito Santo passa insensibilmente dalla considerazione dello stato che conviene alle nostre anime, all’esame della condizione reale delle cose in occasione della venuta di Cristo.

Cristo è morto per noi, al nostro posto perché potessimo vivere eternamente con Lui.

Cristo vuole farci godere della gloria con Lui.

Sia che moriamo prima della sua venuta (se dormiamo, scrive l’apostolo) o che siamo ancora in vita sulla terra (se vegliamo), lo Spirito Santo ci stimola presentandoci l’amore perfetto di Cristo.

Per produrre uno stato d’animo che si conviene, la speranza della salvezza è posta davanti a noi. (1 Giovanni 3:2-3)

Tratto da «Que dit l’ÉCRITURE?» - W.J.Lowe e Élie Périer

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

Le meditazioni bibliche di "Manna per oggi" sono scelte e tradotte dal francese

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