Dalunedì 2 dicembre a venerdì 6 dicembre 2019

 

Lunedì 2 DICEMBRE 2019

 

“Il mio Dio provvederà abbondantemente

a ogni vostro bisogno

secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù.”

Filippesi 4:19

 

Il momento in cui hai proprio bisogno di un miracolo!

Se rileggi 2 Re 4, trovi la storia della moglie di un profeta che si trova all’improvviso vedova e costretta a vendere i suoi figli come schiavi per poter pagare i debiti di famiglia. Disperata, si rivolge a Eliseo che le risponde offrendole un rimedio miracoloso!

Inizia a chiederle «Dimmi, che cosa hai in casa?» (2 Re 4:2)

E la tipica risposta di un uomo di Dio: inizia col chiedere che cosa hai già a portata di mano prima di proporti di aiutarti a metterlo in risalto!

Davide aveva una fionda, Mosè un bastone da pastore, e questa vedova un vasetto d’olio. Perché si verifichi un miracolo, sii pronto ad affidare prima a Dio quello che possiedi.

La domanda che ti devi fare oggi è la seguente: “Che cosa ho tra le mani?”

Quella donna accettò di ubbidire all’ordine del profeta, anche se non ne comprendeva il motivo. In effetti, non aveva più nulla da perdere. Allo stesso modo, non scoprirai che Dio può provvedere ai tuoi bisogni fino al giorno in cui non ti rimarrà più nulla, tranne la presenza divina! Solo allora sarai pronto a fare cose che non avresti mai immaginato di fare prima.

Essa era piena di debiti, eppure quando Eliseo le chiese di farsi dare in prestito dai vicini dei vasi, non esitò. Non provare mai ad indovinare come Dio farà per tirarti fuori dai guai! Se Egli ti comanda di fare qualcosa, non tergiversare, non sollevare obiezioni, non analizzare nulla, ubbidisci semplicemente!

Quando si verificò il miracolo, essa ritornò per ringraziare Dio per la Sua generosità. Non dimenticare neanche tu di ringraziarLo per la Sua bontà, perché il compimento del prossimo miracolo nella tua vita dipende dal dinamismo nel lodarLo per il compimento del precedente!

Qualunque siano le difficoltà che dovrai affrontare oggi, avvicinati a Lui con piena fiducia perché è Lui è l’unico in grado di rispondere a ognuno dei tuoi bisogni.

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

Martedì 3 DICEMBRE 2019

 

“Benedici, anima mia, il Signore;

 e tutto quello ch'è in me,

benedica il suo santo nome.”

Salmo 103:1

 

Anna apre la strada

Il vangelo di Luca ci dice che Anna era una profetessa ed era molto anziana: ottantaquattro anni, a dire il vero. E non solo: era una vedova. Ma non semplicemente una vecchia vedova. La Scrittura dice che Anna non lasciava mai il tempio, ma adorava giorno e notte digiunando e pregando. Mi chiedo se la gente non la guardasse con aria interrogativa. Magari qualcuno la guardava come se fosse la barbona del tempio. Altri sicuramente la vedevano come una santa del suo tempo.

Il racconto di Luca ci dice come Maria e Giuseppe portarono il bambino Gesù al tempio appena otto giorni dopo la sua nascita. Era lì per essere consacrato al Signore, ed era un giorno emozionante per la piccola famiglia. Ma quando entrarono nel tempio, non avevano idea di quello che stava per succedere.

La Bibbia dice che Anna venne subito da loro, ringraziò Dio e parlò del Bambino a tutti quelli che erano là. Disse a tutti: “Ecco la redenzione di Gerusalemme”. Mi piace immaginarlo! Questa santa anziana prese fra le sue mani rugose il bambino Gesù, Lo coccolò tenendolo in braccio e pronunciò su di Lui una bellissima benedizione. Anna ebbe la possibilità di celebrare il giorno della nascita di Gesù come dovrebbe essere celebrato.

Quest’anno possiamo imparare a celebrare il periodo natalizio guardando Anna. Modelliamo la nostra celebrazione e adorazione su quello che fece nel tempio quando vide Gesù. Natale è il momento di pronunciare benedizioni e di lodare il Signore. È il momento di ringraziare e di parlare del bambino Gesù a tutti quelli che ascolteranno. È il momento di parlare di redenzione.

 

“Signore, è proprio da Te portare in prima fila una donna umile, rugosa e anziana per guidarci tutti! Grazie per la storia di Anna, per la sua devozione e per la sua determinazione di annunciare apertamente il Tuo nome a tutti quelli che avrebbero ascoltato.”

Joni Eareckson Tada

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Mercoledì 4 DICEMBRE 2019

 

"Non per potenza, né per forza,

ma per lo spirito mio",

dice il SIGNORE degli eserciti.

Zaccaria 4:6

 

Per il giorno in cui sarai unto dal Signore!

Se ricevete l’unzione divina, cioè se Dio vi riempie di forza per compiere un compito particolare, ricordati di tre dettagli importanti:

©       La Sua unzione implica un impegno solitario. Se Dio ti ha scelto per compiere grandi cose nel Suo Nome, la maggior parte della gente immaginerà che sei forte, spiritualmente solido, che non hai bisogno di niente e di nessuno. Non si renderà conto che sei solo un essere umano, debole e timoroso per natura, mezzo morto all’idea del compito da eseguire, stupefatto quanto gli altri di essere stato scelto da Dio! E se ti ritrovi solo senza sostegno morale e sei tentato di reggerti in piedi solo con i tuoi sforzi, diventi una preda facile per il nemico.

©       Senza l’unzione divina rischi di ritrovarti perso! È quello che successe a Sansone. «Allora lei gli disse: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!” Egli, svegliatosi dal sonno, disse: “Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò”. Ma non sapeva che il SIGNORE si era ritirato da lui. I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo. Ed egli girava la macina nella prigione.» (Giudici 16:20-21) Dio aveva fatto un passo indietro e voleva che Sansone si rendesse finalmente conto che tutto era opera di Dio, non sua. Maledizione a coloro che, in posizione d’autorità, dimenticano questa verità fondamentale!

©       È l’unzione divina che fa la differenza. Guarda la fionda in mano a Davide e la pietra liscia alloggiata nella fronte di Golia. Hanno importanza? Molto poca in realtà! Se aspetti che Dio ti conceda un equipaggiamento eccezionale prima di mandarti in battaglia, rischi di ottenere pochissime vittorie! Perché «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.» (2 Corinzi 12:9) La prova dell’unzione divina sta quando Dio utilizza equipaggiamenti di secondo ordine per compiere miracoli di primordine! Questo è possibile solo se Gli dici: “Signore, non capisco come Tu puoi compiere questo usando me!”

Dio è allora glorificato perché la Sua reputazione, non la tua, è l’unica cosa che conta!

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

Giovedì 5 DICEMBRE 2019

 

“Le mie viscere! Le mie viscere! Sento un gran dolore!

Le pareti del mio cuore! Il mio cuore mi freme nel petto!

Io non posso tacere;

poiché io ho udito il suono della tromba, il grido di guerra.”

Geremia 4:19

 

Compassione per i perduti

La missione di Geremia consisteva semplicemente nell’essere messaggero di Dio (Geremia 1 :7), ma quando vide le conseguenze del peccato e della disubbidienza, ne ebbe il cuore a pezzi. Provò le sofferenze del suo popolo e il suo cuore soffriva terribilmente, batteva molto forte. Egli udì il suono della tromba e il grido di guerra e non riuscì a trattenere le sue emozioni. Comprendeva l’imminenza della catastrofe e voleva disperatamente che il suo popolo si volgesse verso Dio.

Oggi, alcuni cristiani sono coscienti dei problemi del mondo. Vedono il dolore e la sofferenza. Le conseguenze del peccato. Le famiglie scoppiate. Le vite spezzate. Le conseguenze del peccato e il giudizio futuro. Ma, anziché essere pieni di compassione, rimangono insensibili. Rifiutano di lasciarsi commuovere e si focalizzano su loro stessi, sui loro interessi e i loro piaceri.

Come reagirebbe Geremia se vivesse oggi? Come reagirebbe Gesù?

Ricordati che «Vedendo le folle, ne ebbe compassione» (Matteo 9:36). Non rimase indifferente quando vide che la moltitudine di persone che gli stava attorno aveva fame, dopo essere rimasta tre giorni con lui (Matteo 15:32). E quando realizzò che il suo amico Lazzaro era morto, Gesù pianse (Giovanni 11:35).

Ricordati, oggi stesso, che hai un Salvatore che si preoccupa di te… e di tutti quelli che soffrono in questo mondo. Lascia che lo Spirito Santo ti apra gli occhi ai bisogni del mondo e ti riempia di compassione per quelli che sono perduti spiritualmente. Per gli affamati, gli ammalati e gli infelici.

Sii pronto a mostrar loro l’amore del Signore. Vai verso di loro. Annuncia loro il Vangelo. Prega per loro. Con l’aiuto di Dio, sforzati di sollevarli dai loro pesi e porta loro la risposta: Gesù!

 

Una preghiera per oggi

“Padre, apri i miei occhi ai bisogni di questo mondo. Dammi la passione delle anime. Che io possa essere pieno di compassione vedendo i bisogni attorno a me. Utilizzami per cambiare delle vite grazie al Vangelo. Nel nome di Gesù. Amen.”

Tratto da “La pensée du jour” - John Roos

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

Venerdì 6 DICEMBRE 2019

 

“Ecco, la vergine concepirà

e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele,

che significa Dio con noi.”

Matteo 1:23

 

Il Nome al di sopra di ogni nome (prima parte)

Quando il trono di gloria sarà stabilito sulla terra

Abbiamo già notato che la nascita di Gesù a Betlemme era secondo quando indicato da questa profezia. Non che lo fosse la nascita in sé o per sé, ma ne era piuttosto il pegno e la garanzia.

Il senso del nome Emmanuele, secondo l’interpretazione divina, è “Dio con noi”, il che ci consente di vedere che anticipo tutte le conseguenze dell’introduzione del Messia in questo mondo che ci saranno per Israele.

In altre parole, il nome di Emmanuele del nostro amato Signore assumerà tutto il suo significato in relazione all’instaurazione del Suo trono di gloria sulla terra, quando Egli farà prevalere tutto ciò che Dio governa; allora per tutti, come per il Suo popolo, «Il suo nome durerà in eterno, il suo nome si conserverà quanto il sole; gli uomini si benediranno a vicenda in lui, tutte le nazioni lo proclameranno beato.» (Salmo 72:17)

 Questo nome comporta pertanto i frutti benedetti della Sua morte per “la nazione”, così come la promessa della Sua presenza personale col Suo popolo terrestre. È di quel tempo che parla il profeta quando dice: «Abitante di Sion, grida, esulta, poiché il Santo d’Israele è grande in mezzo a te.» (Isaia 12:6)

(segue domani)

Tratto da «Le Nom au-dessus de tout nom» - Edward Dennett

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

 

Le meditazioni bibliche di "Manna per oggi" sono scelte

e tradotte dal francese

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