da  venerdì 8 febbraio a venerdì 15 febbraio 2019

 

Venerdì 8 FEBBRAIO   2019

 

“Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione,

siate consolati, abbiate un medesimo sentimento,

vivete in pace; e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.”

2 Corinzi 13:11

 

Le cinque esortazioni (quinta parte)

Siate consolati

Se consideriamo l’oggetto di quest’epistola e le circostanze in cui è stata scritta, è incisivo il fatto che essa contenga e si concluda con parole di consolazione e d’incoraggiamento (1 :3-7; 13 :11).

Siamo incoraggiati e consolati se abbiamo il sentimento che Dio approvi il nostro cammino. In mezzo alle peggiori tribolazioni, l’apostolo gustava la consolazione del Padre della misericordia, perché sapeva che il suo cammino era secondo Dio; la sua coscienza era in pace.

È tutt’altra cosa se ci sentiamo ripresi nella coscienza, se abbiamo mancato e abbiamo disonorato il Signore. Cercheremo forse di giustificarci ma, non ci illudiamo, non troveremo nessun incoraggiamento, nessuna consolazione! Perché nelle circostanze difficili c’invade così spesso lo scoraggiamento? Perché anziché considerare le cose alla luce della Parola di Dio e davanti a Colui dinanzi al quale “tutto è nudo e scoperto”, manchiamo di rettitudine e ci sforziamo di nascondere quello che Dio conosce benissimo e che dobbiamo giudicare davanti a Lui.

Dopo di questo, le circostanze rimarranno forse altrettanto dolorose e provanti, ma anziché essere oppressi e schiacciati, saremo incoraggiati e consolati.

Benché le circostanze dell’assemblea di Corinto fossero ancora un soggetto di dolore e di afflizione per lui, l’apostolo è consolato quando apprende che c’è stato un lavoro di Dio fra i Corinzi, questo lavoro di cui parla nel capitolo 7 della seconda epistola. Così può scrivere: «Grande è la franchezza che uso con voi e molto ho da vantarmi di voi; sono pieno di consolazione, sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione. Da quando siamo giunti in Macedonia, infatti, la nostra carne non ha avuto nessun sollievo, anzi, siamo stati tribolati in ogni maniera; combattimenti di fuori, timori di dentro. Ma Dio, che consola gli afflitti, ci consolò con l'arrivo di Tito; e non soltanto con il suo arrivo, ma anche con la consolazione da lui ricevuta in mezzo a voi. Egli ci ha raccontato il vostro vivo desiderio di vedermi, il vostro pianto, la vostra premura per me; così mi sono più che mai rallegrato.» (v. 4-7; vedi anche v. 13) C’è quindi consolazione per il cuore al pensiero che Dio opera in un’assemblea dove c’è del male da giudicare, per produrre un pentimento a salvezza che non si rimpiangerà.

Quando l’apostolo scrive ai Filippesi, dice loro che cosa poteva renderlo perfettamente felice pensando a un’assemblea dove ci sono delle difficoltà: vedere i fratelli e le sorelle con «un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a sé stesso… Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo … rendete perfetta la mia gioia in questo» (Filippesi 2:1-8).

Lasciamo agire lo Spirito Santo in noi e nell’assemblea, il divino Consolatore perché si possa realizzare quello che leggiamo: le assemblee… erano in pace, edificate e camminavano nel timore del Signore; e nella consolazione dello Spirito Santo, crescendo costantemente di numero. (Atti 9:31)

(segue domani)

Tratto da “Garder l’unité de l’Esprit” - P. Fuzier

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 

Sabato 9 FEBBRAIO   2019

 

“Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione,

siate consolati, abbiate un medesimo sentimento,

vivete in pace; e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.”

2 Corinzi 13:11

 

Le cinque esortazioni (sesta parte)

Abbiate lo stesso sentimento

Quant’era utile questa esortazione in un’assemblea dove l’apostolo temeva di trovare «contese, gelosie, ire, rivalità, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini» (12:20) Non è forse ancora il caso?

Per avere uno “stesso sentimento, uno stesso pensiero” bisogna pensare “a una sola e stessa cosa”. Questo pensiero che può unire i cuori è quello «che è stato anche in Gesù Cristo» (Filippesi 2:1-8)

Imitando un Modello così, verremo naturalmente portati ad avere “un medesimo sentimento”. È il segreto della benedizione nelle assemblee! Non lo dimentichiamo e che questo ci stimoli a sorvolare su molte cose a cui diamo un’importanza che non meritano affatto. «Esorto Evodia ed esorto Sintiche a essere concordi nel Signore» (Filippesi 4:2)

Perché queste due sorelle non avevano “uno stesso sentimento”, qual era il motivo del disaccordo? Senz’altro era una cosa importante per loro, ma la Parola non ne riporta neanche una sillaba! Quello che a noi sembra di primaria importanza da portarci fino a turbare la comunione e la pace dell’assemblea, non ne ha nessuna agli occhi di Dio! L’apostolo ispirato non menziona neppure qual era il soggetto del contendere fra queste due sorelle.

Se pensiamo veramente alla gloria del Signore, se desideriamo che sia vista in noi come nell’assemblea, eviteremo accuratamente quello che potrebbe turbare la pace e la comunione fraterna. Mettiamo da parte i nostri pensieri personali, i nostri sentimenti personali e impegniamoci per avere tutti insieme “un medesimo sentimento”, quello del Signore, un medesimo pensiero.

Leggiamo e meditiamo spesso i primi otto versetti del capitolo 2 dell’epistola ai Filippesi e che i nostri cuori siano pieni di Cristo nel cammino di umiltà che Egli ha seguito, perché possiamo essere capaci d’imitare il nostro divino e perfetto Modello!

«Siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; non rendete male per male o oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; perché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate le benedizioni.» (1 Pietro 3:8-9; Romani 12:16).

(segue lunedì)

Tratto da “Garder l’unité de l’Esprit” - P. Fuzier

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 

Lunedì 11 FEBBRAIO  2019

 

“Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione,

siate consolati, abbiate un medesimo sentimento,

vivete in pace; e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.”

2 Corinzi 13:11

 

Le cinque esortazioni (sesta parte)

Vivete in pace

Sicuramente non si tratta della pace ad ogni costo, a scapito di ogni concessione, perché ci dobbiamo ricordare che «La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia.» (Giacomo 3:17).

Ma in questo stesso passaggio, l’apostolo scrive: «Ma se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità. Questa non è la saggezza che scende dall'alto; ma è terrena, animale e diabolica. Infatti dove c'è invidia e contesa, c'è disordine e ogni cattiva azione.» (Giacomo 3:14-16 cfr con 2 Corinzi 12:20)

Il credente è responsabile di manifestare i frutti della saggezza dall’alto: la purezza prima di tutto, ma subito dopo la pace.

«Chi fra voi è saggio e intelligente? Mostri con la buona condotta le sue opere compiute con mansuetudine e saggezza.» Definirsi “saggi e intelligenti” quando si ha nel cuore qualche amara gelosia e uno spirito di contesa, significa glorificarsi contro la verità, è una pretesa bugiarda! La Sua saggezza e intelligenza devono brillare nelle loro manifestazioni pratiche: le “opere” che si vedono in una buona condotta, con dolcezza e saggezza. (Giacomo 3:13-18)

Vivere in pace non dipende sempre da noi; può succedere che ci scontriamo con quelli che sono “per la guerra”, mentre noi desideriamo intensamente la pace (Salmo 120:6-7). Ma in questi casi, siamo coscienti davanti a Dio di aver fatto tutto ciò che dipende da noi per la pace?

Romani 12:17-18 dice: «Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.»

  Fare tutto ciò che è possibile per vivere in pace, con tutti gli uomini e, in particolare, nell’assemblea! Saper dimenticare certe parole taglienti che hanno ferito, fare uno sforzo per comprendere i nostri fratelli, per sopportarli se il caso, mettere da parte i nostri pensieri personali, il punto di vista che abbiamo difeso strenuamente, andare forse fino a metterci da parte, se necessario, con lo scopo della pace! Quanto è glorificato il Signore da chi sa agire così!

(segue domani)

Tratto da “Garder l’unité de l’Esprit” - P. Fuzier

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 

Martedì 12 FEBBRAIO   2019

 

“Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione,

siate consolati, abbiate un medesimo sentimento,

vivete in pace;

e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.”

2 Corinzi 13:11

 

Le cinque esortazioni (settima parte)

Vivete in pace

Rimettere ogni cosa fra le mani di Colui che è l’unico Saggio, è questa la saggezza e questo porta alla pace!

Certo, non vogliamo dire che non ci siano sante battaglie da combattere per la verità – abbiamo ricordato che «la saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura» - ma abbiamo talvolta tendenza a chiamare con questo nome le battaglie in cui sono invece in gioco i nostri interessi personali, rivalità, contese spesso meschine!

Quando è così, è perché non abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per vivere in pace e, forse anche, abbiamo fatto il contrario. Triste risultato per l’assemblea! Non ci possono essere né benedizione, né gioia, né edificazione in un’assemblea in guerra; al contrario, c’è sofferenza per tutti, soprattutto per i piccoli, per i deboli, per i nostri figli! Pensiamo a loro, ma pensiamo prima di tutto al Signore, disonorato da dispute tra fratelli!

«Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.» (Matteo 5:9)

In una situazione difficile, fare le giuste concessioni perché la pace venga mantenuta o ristabilita, accettare i torti, le umiliazioni, anche fossero ingiustificate e immeritate, che privilegio! Sì, beati quelli che procurano la pace! In questo manifestano che sono figli di Dio: i frutti della nuova natura provano la sua esistenza e, di conseguenza, la relazione vitale con Dio.

 

Il Dio di pace con noi

Dalla realizzazione delle cinque esortazioni di 2 Corinzi 13:11, scaturisce una benedizione preziosa. È quella che conclude il versetto «e il Dio d'amore e di pace sarà con voi.». Non è solamente il godere dell’amore di Dio e il fatto di essere custoditi nella Sua pace, è la Sua presenza con noi nel cammino; qui l’apostolo gli conferisce questo doppio titolo “Dio d’amore e di pace”.

  Allo stesso modo, quando l’apostolo esorta i Filippesi a gettare su Dio le proprie preoccupazioni e ad occuparsi delle cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili e di buon nome, assicura loro che, se fanno queste cose «il Dio della pace sarà con voi.» (Filippesi 4:8-9)

  «La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.» (2 Corinzi 13:13)

(fine)

Tratto da “Garder l’unité de l’Esprit” - P. Fuzier

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.net

 

 

Mercoledì 13 FEBBRAIO   2019

 

“Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto;

m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore.”

Salmo 34:4

 

Con una semplice preghiera

Quest’affermazione del salmista non solo è una testimonianza semplice e preziosa di un uomo che si volge verso il suo Dio per ricevere da Lui una risposta confortante, ma è anche un incoraggiamento per ognuno oggi. Quindi per te!

Sapere che rivolgersi a Dio provoca una risposta è una conoscenza rassicurante e senza prezzo. Ma forse ti chiedi come rivolgersi direttamente a Dio?

Talvolta, si tratta di esporre semplicemente al Signore le proprie preoccupazioni, le proprie domande, i propri timori. Non proporgli soluzioni sperate, sogni da vivere, miracoli da sperimentare, ma condividere semplicemente con Lui, dirgli quello che hai nel cuore: “Ecco Signore la mia giornata, le mie preoccupazioni, i miei interrogativi, la mia stanchezza, i miei incoraggiamenti anche…”

Confidare semplicemente i propri pesi, non era anche il consiglio di Gesù stesso?

«Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.» (Matteo 11:28).

Senza dimenticare questo consiglio: «Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole.» (Matteo 6:7)

Sicuramente troppe delle nostre preghiere sono simili a liste di commissioni deposte davanti a Dio, per non dire degli ordini lanciati: “Signore, fai così! Fai questo!” A volte la vera fiducia, e quindi la vera fede, sta nel presentare semplicemente le tue occupazioni e le tue preoccupazioni, e poi di aspettare che Dio le prenda e le porti altrove, secondo la Sua volontà e in funzione dei Suoi piani.

In generale, è sempre meglio di quanto tu possa sperare. Anche qui, Gesù ha detto tutto mostrando l’esempio: «non la mia volontà, ma la tua sia fatta!»

Mi sono rivolto al Signore, e Egli mi ha risposto. Che preziosa esperienza, alla tua portata, essere ascoltato da Dio in persona! C’è di che cancellare veramente tutti i tuoi timori.

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

Giovedì 14 FEBBRAIO   2019

 

“Infatti dalla sua pienezza

 noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia.”

Giovanni 1:16

 

Vista mozzafiato della grazia

Ci sono volte nella mia vita in cui rimango senza fiato. Può essere quando qualcuno mi fa un regalo che non mi sarei mai aspettata. Altre volte succede quando guardo un dipinto fantastico o quando leggo una bellissima storia. E, ovviamente, succede sempre quando ho una “vista mozzafiato” della natura.

A volte posso provare questa sensazione spiritualmente. Considera la grazia di Dio in Giovanni 1:16. Questo è mozzafiato!

Sono cresciuta vedendo la grazia come una parte integrante del nostro meraviglioso Signore. La Sua grazia mi ha salvata. La Sua grazia sostiene la mia vita. La Sua grazia fa piovere e fa levare il sole sui giusti e sugli ingiusti. La Sua grazia trattiene il giudizio delle nazioni. Inspiegabile, la Sua grazia. Ma l’accetto e ne vivo.

Ma grazia su grazia? Sono sbigottita. Che cosa posso dire? La Sua grazia su grazia non solo mi permette di vivere, la Sua grazia mi consente di servire, mi permette di adorare, mi permette di prendere il Suo nome come mio, mi ha chiamata per nome, mi assicura pienezza di vita, come dice Giovanni.

La Sua grazia su grazia è troppo per me. A volte grido a Dio che la tolga perché non ho nessun modo di meritare tanta grazia. Proprio in quel momento il Suo Spirito dice: “Sono felice che tu veda la tua totale dipendenza da Me. Ora, rilassati. Schiarisciti la gola. Ho dell’altro lavoro per te. E dell’altra grazia.”

Riprendo fiato, vivo e mi muovo ancora fino al giorno in cui mi toglierà il fiato di nuovo.

 

“Signore, Tu sei troppo buono con me. Non merito neppure i semplici piaceri della vita, tanto meno la Tua meravigliosa grazia. È troppo. Ma insegnami ad agire secondo quella grazia. Perché da questo Tu avrai gloria e io gioia.”

 

Benedizioni

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

Tutti i diritti riservati. Diritti di traduzione concessi per intenti di istruzione senza fini di lucro.

Nessuna parte di questo devozionale può essere usata

in nessun'altra forma senza autorizzazione scritta.

 

 

Venerdì 15 FEBBRAIO  2019

 

“…le sue compassioni infatti non sono esaurite;

 si rinnovano ogni mattina.

Grande è la tua fedeltà!”

Lamentazioni 3:22-23

 

Lo spirito di compassione

Ogni giorno al tuo risveglio, adotta l’atteggiamento di questa donna che aveva l’abitudine di dire: “Meno male che la bontà del Signore, le Sue compassioni, si rinnova ogni giorno, perché avevo esaurito tutta la scorta di ieri.”

Che cos’è la bontà? È l’espressione di un cuore tenero che vuole dimenticare il male subito e preferisce trattare i propri nemici con uno spirito di compassione che essi non meritano.

Davide aveva molto amore per Dio. Eppure il suo appetito sessuale lo spinse a commettere adulterio con una donna di cui fece in seguito uccidere il marito, uno dei suoi migliori amici! Davide poteva parlare della compassione divina, perché sapeva fino a che punto lui ne aveva avuto bisogno!

Solo un uomo profondamente onesto con sé stesso poteva dire: «Celebrate il SIGNORE, perch'egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno!» (Salmo 107:1). Se credi che il successo dipenda solo dai tuoi meriti, ti sbagli di grosso! Paolo, il più grande degli apostoli, scrisse: «io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no.» (Romani 7:18)

È impossibile dimostrare noi stessi della compassione verso gli altri prima di aver compreso a che punto dipendiamo dalla Sua compassione verso di noi. Dobbiamo anche imparare a ricevere e accettare le espressioni della Sua bontà nei nostri confronti. Se fossimo perfetti, al punto da non aver bisogno della Sua bontà, esigeremmo la stessa condizione di perfezione dagli altri.

Ogni volta che dimentichiamo fino a che punto dipendiamo ogni giorno dalla Sua bontà, diventiamo impossibili da sopportare per chi ci sta vicino! E Dio deve ancora una volta ricordarci quanto la nostra natura umana sia debole e corrotta.

Forse, dovremmo fare qualche esperienza dolorosa o imbarazzante, necessaria per farci apprezzare la Sua bontà nei nostri confronti, per renderci un poco più umili e quindi più utili al Suo servizio.

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/

 

 

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

 

Le meditazioni bibliche di "Manna per oggi"

sono scelte e tradotte dal francese

da Anna Vannini

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