da martedì 11 settembre a lunedì 17 settembre 2018

      

Martedì 11 SETTEMBRE  2018

 

“In quel tempo il SIGNORE disse a Giosuè:

«Fatti dei coltelli di pietra,

e torna di nuovo a circoncidere i figli d'Israele». 

E Giosuè si fece dei coltelli di pietra

e circoncise i figli d'Israele sul colle d'Aralot.  

 Allora il SIGNORE disse a Giosuè:

«Oggi vi ho tolto di dosso l'infamia d'Egitto». E quel luogo fu chiamato Ghilgal, nome che dura fino ad oggi.

Giosuè 5 :2-3, 9

 

La conquista di Canaan (prima parte)

Il coltello tagliente di Ghilgal

La storia d’Israele ci porta più lontano. Giungiamo al momento in cui dobbiamo sperimentare veramente la nostra comunione nella morte di Cristo. Dopo che gli Israeliti, per fede e ubbidienza, ebbero attraversato il Giordano, dovettero subire l’esperienza del coltello affilato nella loro carne. A Ghilgal il popolo fu circonciso e dovette aspettare qualche giorno prima di ripartire in guerra, giorni in cui la pietra affilata fece la sua opera (Giosuè 5:2-3).

Quest’esperienza precede l’apparizione dell’Uomo con la spada sguainata a Giosuè davanti a Gerico. Questa parte suggestiva del racconto biblico si riferisce a una fase precisa della vita spirituale. Sarebbe funesto, per il figlio di Dio, entrare in guerra con Satana e con gli avversari della Chiesa di Cristo appoggiandosi semplicemente sul fatto che è morto con Cristo, a meno di consentire allo Spirito Santo di usare nei suoi confronti la pietra tagliente e operare una separazione assoluta fra sé stesso e il peccato, la carne e il mondo. Ciò equivale a dire che la Croce è una potenza di separazione che dev’essere applicata alla nostra vita in ogni realtà. Questo episodio della storia d’Israele ne dà un’immagine molto incisiva.

Dopo aver preso posizione per fede, ciò che consiste nell’essere sepolto nelle acque delle acque del Giordano, devi essere pronto a lasciare che lo Spirito Santo adoperi il coltello e tolga tutto ciò che può ancora dominare la tua vita, per quanto attiene alla carne. Lo Spirito Santo compirà in te ciò che Paolo definisce “la circoncisione del cuore” che è la vera circoncisione secondo Dio.

Il passo di Galati 5:24 mette in risalto quest’esperienza: «Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.» Questa è giuridicamente la posizione di tutti i figli di Dio, ma la devono vivere pure praticamente. Perché, in questa guerra spirituale rimarrà sempre un terreno su cui il nemico ci attaccherà e che ci indebolirà nel combattimento, a meno che il “coltello” venga applicato a tutto quello che le Scritture definiscono con “carne”.

 La “carne” dev’essere mantenuta sotto la spada affilata della croce, perché se nella nostra vita tolleriamo l’indulgenza verso noi stessi o verso qualsiasi cosa dubbia, e proviamo a iniziare l’offensiva contro l’avversario, si ritorcerà contro di noi e, beneficiando del vantaggio che è sfuggito alla Croce, ci opprimerà con terribile potenza.

(segue domani)

 

Mercoledì 12 SETTEMBRE  2018

 

“In quel tempo il SIGNORE disse a Giosuè:

«Fatti dei coltelli di pietra,

e torna di nuovo a circoncidere i figli d'Israele». 

E Giosuè si fece dei coltelli di pietra e circoncise i figli d'Israele sul colle d'Aralot.  

 Allora il SIGNORE disse a Giosuè:

 «Oggi vi ho tolto di dosso l'infamia d'Egitto». E quel luogo fu chiamato Ghilgal, nome che dura fino ad oggi.

Giosuè 5 :2-3, 9

 

La conquista di Canaan (seconda parte)

La carne, il terreno che consente a Satana

di provare a sedurre i figli di Dio

Vediamo costantemente attorno a noi fatti che illustrano quello che abbiamo appena detto. Non hai mai incontrato una persona che ha avuto l’anima veramente spezzata dall’azione dello Spirito di Dio e che, in seguito, è entrata in una profonda seduzione, è diventata fanatica e si è allontanata in estremi pericolosi?

Ti chiedi come questo sia possibile?

Nel più profondo della vita di questa persona, per esempio, ci può essere stato un orgoglio segreto frutto della carne, che non era stato portato alla Croce. È entrata in battaglia contro il nemico e allora uno spirito malvagio si è impadronita di lei, partendo dal terreno d’accesso di quest’orgoglio nascosto e si è manifestato come spirito di seduzione.

Nella misura in cui entriamo in questa vita in cui proclamiamo la Vittoria, non solo per noi stessi, ma per gli altri, dobbiamo lasciare lo Spirito di Dio agire con il suo bisturi per tagliare via ogni orgoglio nascosto, ogni ambizione segreta, ogni desiderio di mettersi avanti, di apparire e, anche se non sentiamo il bisogno immediato di quest’operazione, di dirGli “Spirito di Dio, agisci nel mio cuore con la spada sguainata della croce e estirpa tutto quello che può ancora sussistere della mia vecchia vita, in qualche angolo nascosto; agisci nelle cose di cui non sono a conoscenza e vai particolarmente in profondità, in tutto ciò che concerne il mio orgoglio segreto.”

Molte persone non vogliono sentir parlare della possibilità di essere sedotte dalle potenze delle tenebre, ma la loro resistenza a questa verità proviene proprio dall’orgoglio che è nascosto nel loro cuore. Esse non vogliono riconoscere che possono essere sedotte o sorprese dal leone ruggente dell’inferno.

Ci conviene camminare con circospezione e chiedere umilmente a Dio di custodirci, nella Sua misericordia, da ogni orgoglio avente per oggetto l’invulnerabilità del nostro spirito. In effetti, quest’orgoglio, potrebbe indurci a credere che siamo così avanti spiritualmente da non rischiare nessuna seduzione e di riuscire a smascherare il nemico, sotto qualunque forma si presenti.

Facciamo ben attenzione a non fidarci di noi stessi, perché il nemico non possa farci cadere nelle sue reti, proprio perché non siamo vigilanti. Al contrario, preghiamo, vegliamo e siamo pronti ad accettare la verità su noi stessi senza risentirci.

Quest’apertura del cuore, quest’umiltà ci renderanno capaci di non essere colpiti o feriti dalle osservazioni che ci potranno fare, e questo perché avremo ricevuto l’amore della verità e non vorremo, per nulla al mondo, sapere altre cose che la verità.

(segue domani)

 

Giovedì 13 SETTEMBRE  2018

 

 “Quelli che sono di Cristo

hanno crocifisso la carne

con le sue passioni e i suoi desideri.”

Galati 5:24

 

La conquista di Canaan (terza parte)

La necessità di un’esperienza sempre nuova della Croce,

potenza di liberazione

Aggiungo una parola di avvertimento: non rimanere aggrappato alle esperienze passate della Croce.

Sei entrato nel Giordano per fede e, da quel momento, devi ritenerti sepolto nelle sue acque, fuori vista, questo è perfettamente vero. Ma, il fatto che Israele, dopo quest’esperienza, abbia subito la circoncisione, ci insegna che dovettero sperimentare la Croce, che operava a vivo nella loro carne.

Allo stesso modo, se a proposito di Galati 5:24 dici “Quelli che appartengono a Cristo hanno crocifisso la carne, di conseguenza non ho più nulla a che spartire con la carne perché non esiste più”, allora correrai veramente il pericolo di cadere in trappola dell’avversario, perché non conti sulla potenza di separazione della croce di Cristo, perché agisca in te attimo dopo attimo. Nella guerra spirituale, l’unica possibilità che hai di essere protetto è possedere una fede presente e attiva nella virtù presente e attiva della Croce.

Stai forse dicendo che hai portato alla Croce tutte le cose di cui eri cosciente fino ad ora? Ma ci può essere un punto debole del tuo carattere che il diavolo conosce ma di cui non ti sei mai reso conto. E, pian piano, egli soffia su queste ceneri per ravvivare il fuoco mentre non stai sul chi va là, e ti crogioli nel pensiero che sei stato così ben crocifisso che nulla potrà farti mai cadere. Ecco il motivo per cui certe anime vengono sedotte e vinte proprio sul punto in cui si credevano più forti. Esse non erano attente, non vegliavano e si credevano completamente al sicuro!

Vediamo quindi che una cosa è dire, per fede, che siamo morti al peccato, e un’altra consentire a Dio ci compiere tutta la realtà di quest’esperienza nella nostra vita.

Quando la separazione diventa veramente effettiva, allora comprendiamo ciò che significa la lama affilata del coltello. Non perdere mai di vista questo, quando procedi nel combattimento spirituale.

Chiedi al Signore di fare uso costantemente della sua “spada” della Croce in ogni parte del tuo essere, sia che riguardi le facoltà della tua intelligenza, la fiducia in te stesso o il campo delle tue simpatie e degli affetti.

Che questa spada sia costantemente attiva in te; non è sufficiente che lo sia stata ieri, deve esserlo anche oggi. Questo avrà come risultato di togliere al nemico le armi che potrebbe sfruttare a suo favore.

(segue domani)

 

Venerdì 14 SETTEMBRE  2018

 

 “Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata. Giosuè andò verso di lui, e gli disse: «Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?» E quello rispose: «No, io sono il capo dell'esercito del SIGNORE; arrivo adesso».

Giosuè 5:13-14

 

La conquista di Canaan (quarta parte)

Il capo dell’esercito dell’ETERNO con la spada sguainata

 Dopo l’esperienza della circoncisione venne la rivelazione di Cristo risorto.

«Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata.» (Giosuè 5:13)

La battaglia stava per appartenere a Dio. Giosuè era solo lo strumento visibile, in quanto DIO ERA IL VERO CAPO, e stava là con la spada sguainata in mano, pronto ad agire. La guerra che Dio scatenava per mezzo di Giosuè era diretta contro le orde sataniche nascoste dietro i Cananei. Questi praticavano la stregoneria, la magia e molti di loro avevano comunione con gli spiriti della famiglia, con i demoni. Erano degli adepti della magia nera. Di conseguenza non era contro i Cananei stessi che era stata dichiarata guerra, ma contro le potenze sataniche a cui questi popoli si erano abbandonati, e a cui rendevano un culto sotto forme diverse.

Il capo dell’Esercito con la sua spada in mano dichiarava la guerra.

 Lo vuoi fare anche tu? Povero mortale, debole e insignificante!

Chi sei? In verità nulla, ma la potenza appartiene al divino Capitano.

Se riconosci in Lui il capo che dirige i combattimenti contro il peccato, contro Satana, e contro tutto ciò che si oppone a Cristo, anche se tu fossi un solo fuoco di paglia con le tue forze, puoi comunque essere un ostacolo in più sul percorso del nemico che si oppone a lui.

Puoi resistere, tenere con piedi fermi e dichiarare:

“Mi alzo contro tutte le cose che Gesù Cristo condanna, che io le conosca o no, e sto in piedi, unito al Vincitore che ha la spada nuda in mano”.

(segue domani)

 

 

Sabato 15 SETTEMBRE  2018

 

“E il SIGNORE disse a Giosuè: «Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i suoi prodi guerrieri. Voi tutti dunque, uomini di guerra, marciate intorno alla città, facendone il giro una volta. Così farai per sei giorni; e sette sacerdoti porteranno davanti all'arca sette trombe squillanti; il settimo giorno farete il giro della città sette volte, e i sacerdoti suoneranno le trombe. E avverrà che, quand'essi suoneranno a distesa il corno squillante e voi udrete il suono delle trombe, tutto il popolo lancerà un gran grido, e le mura della città crolleranno, e il popolo salirà, ciascuno diritto davanti a sé».

Giosuè 6:2-5

 

La conquista di Canaan (quinta parte)

La vittoria di Gerico

Ora rivolgiamo l’attenzione ai diversi aspetti che presenta la guerra spirituale.

Chi avrebbe mai pensato si potessero spodestare gli abitanti di Canaan iniziando con una semplice marcia attorno alla città? Qual è l’insegnamento che possiamo trarre dalla vittoria di Gerico?

Essa sembra essere un’illustrazione della preghiera vittoriosa. Osserva i guerrieri che fanno il giro attorno alle mura. Uno spettatore avrebbe ragione a dire: “Che tipi insensati! Pensano che le mura di Gerico cadranno semplicemente perché ci girano intorno?”

 Eppure, c’era una potenza insospettabile in questa marcia. Essi mettevano in atto la loro fede nel Dio vivente, Jaweh, l’Eterno degli eserciti. Nel momento preciso in cui questo divino Capitano vide che l’esercito nemico era vinto, impartì l’ordine di gridare e le mura crollarono.

Sarà lo stesso nella nostra esperienza, ma non dobbiamo gridare per la vittoria prima che il Signore ce ne dia l’ordine. Se Lo anticipiamo, il nemico potrebbe trarne vantaggio.

A volte ci capita di essere così pieni di gioia quando vediamo che le mura delle nostre “Gerico” iniziano a incrinarsi che dichiariamo prematuramente abbattute. Così smettiamo di pregare, e il nemico vince la battaglia. Sarebbe molto più saggio perseverare e rimanere in silenzio, per non correre il pericolo di non aver pregato abbastanza.

Gerico ci parla del trionfo mediante la preghiera e c’insegna ad assumere un atteggiamento positivo di fede di fronte a potenti fortezze del nemico che essa prefigura.

(segue lunedì)

 

Lunedì 17 SETTEMBRE 2018

 

“Poi tornarono da Giosuè e gli dissero: «Non occorre che salga tutto il popolo; ma salgano due o tremila uomini, e sconfiggeranno Ai; non stancare tutto il popolo mandandolo là, perché quelli sono in pochi». Così vi salirono del popolo circa tremila uomini, i quali si diedero alla fuga davanti alla gente di Ai. E la gente di Ai ne uccise circa trentasei, li inseguì dalla porta fino a Sebarim, li mise in rotta nella discesa; e il cuore del popolo venne meno e si sciolse come acqua.”

Giosuè 7:3-5

 

La conquista di Canaan (sesta parte)

La sconfitta di Ai

Il seguito della presa di Gerico c’insegna un’altra lezione: quella della necessità di non farsi prendere dall’eccitazione e a mantenere uno spirito moderato e la calma quando Dio esaudisce le nostre preghiere, e ci dà di realizzare quale potenza meravigliosa abbia la fede per distruggere le fortezze dell’avversario.

Troviamo questa lezione esposta nel capitolo 7, versetto 3. Possiamo intitolarla “La pazzia del disprezzare o sottovalutare il nemico” oppure “il pericolo di essere gonfi d’orgoglio quando suona la tromba della vittoria”.

Ai era una piccola cittadina, nessun bisogno di mandare uomini di guerra, due o tremila uomini saranno sufficienti!

Ma quelli «si diedero alla fuga davanti alla gente di Ai.»

Che pazzia sottovalutare il nemico!

Quando comprendiamo veramente cosa significa questo combattimento contro le potenze delle tenebre, nessun dettaglio sembrerà troppo piccolo.

In questa guerra santa, non ci sono cose insignificanti. Su ogni punto bisogna vegliare, altrimenti sarà proprio nelle cose che giudichiamo troppo poco importanti per farne oggetto di preghiera, che otterremo una sconfitta cocente.

È questo l’errore che commettono molti cristiani: o sottovalutano la potenza del nemico, oppure la ingrandiscono e la prendono per più importante di quello che è in realtà.

Per nessun motivo, non disprezzare il nemico.

(segue domani)

 Tratto da La Conquête de Canaan - Jessie Penn-Lewis

http://sentinellenehemie.free.fr/jpennlewis1.html

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

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