Da mercoledì 28 ottobre a mercoledì 6 novembre 2019

 

Lunedì 28 OTTOBRE 2019

 

“Se dunque il Figlio vi farà liberi,

sarete veramente liberi.”

Giovanni 8:36

 

Non confondere mai libertà e solitudine!

Un buon numero di persone, in nome del sacrosanto principio di libertà, non fa altro che isolarsi, evitare gli altri, fuggire i consigli! Questa non è libertà, la vera libertà, la libertà reale!

Forse soffri di questo male, hai il concetto di libertà sotto questo punto di vista; fare quello che vuoi, quando vuoi e con chi vuoi, avvolgendo il tutto in una bella carta da regalo dai colori di preghiera e di volontà divina. Ciò non toglie che ormai sei solo con la tua pretesa libertà! Essa non era altro che individualismo travestito e orgoglio incommensurabile!

La vera libertà non sta mai nell’evitare gli altri, è scegliere di lavorare con loro in un quadro definito, nel rispetto reciproco. La vera libertà non si isola mai dal gruppo, dal coach, dal dirigente di una chiesa locale; al contrario, essa lo ricerca perché è una protezione; tutto il resto è vanità che conduce alla sofferenza.

Se il tuo concetto di libertà ti porta a non ascoltare più nessuno, a fuggire i consigli dei tuoi amici, di quelli che ti vogliono bene, questa non è libertà, ma follia; la sofferenza della solitudine sta all’altra estremità.

La vera libertà, descritta da Gesù con qualche parola, ricerca i consigli degli altri, non chiede altro che sottomettersi a chi, a giusto titolo, ci dice “no”, e non impedisce l’altro di dire la verità sui nostri progetti, il nostro lavoro, le nostre motivazioni.

Sono così tante le persone che hanno perso tutto, pur essendo autenticamente dotate, per aver confuso la libertà col “faccio ciò che voglio”! Non fare come loro!

Il Dio di ogni libertà ci ha fissato un quadro di vita nella Sua Parola, non per imprigionarci e privarci della libertà, ma proprio perché la nostra libertà abbia un senso, che sia utile e benedetta e che ci avvicini agli altri.

 

Una preghiera per oggi

“Signore, spesso mi sono sbagliato in questo campo.

Ti prego nel nome di Gesù di aiutarmi a cambiare orientamento definitivamente e a camminare nella vera libertà. Amen.”

Tratto da “La pensée du jour” - Samuel Foucart

 

Martedì 29 OTTOBRE 2019

 

“Ma Gesù disse: “Lasciatela stare! Perché le date noia? Ha fatto un’azione buona verso di me. Poiché i poveri li avete sempre con voi, quando volete, potete far loro del bene; ma me non mi avete per sempre. Lei ha fatto ciò che poteva; ha anticipato l’unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei”.

Marco 14:6-9

 

Ha fatto ciò che poteva

Quando si tratta della vita cristiana, la posta in gioco è alta.

Tu ed io abbiamo solo una vita sulla terra per fare piacere al nostro Maestro.

Non c’è una seconda possibilità. Non ti svegli mai di notte chiedendoti sto facendo bene? Sto sfruttando al massimo i momenti che Dio mi concede?

Ecco perché mi piace così tanto il testo di oggi. Quando la donna ha versato il profumo sul capo di Gesù, alcuni si sono irritati e l’hanno criticata. Ma Gesù li ha rimproverati severamente.

In sostanza ha detto: “State indietro! Lei ha fatto ciò che poteva; è stato bellissimo!”

Certe volte guardo al mio servizio per il Signore e penso che non sia molto. Avrei potuto fare molto meglio. Ma ho fatto quello che potevo.

Proprio così: questo è tutto quello che Dio ci chiede di fare. Possiamo fare solo ciò di cui siamo in grado in quel momento. E ispirato dallo Spirito, agli occhi di Gesù è sempre una cosa bellissima.

 

“Signore, Tu conosci il mio cuore. Sai che voglio fare quello che ti piace. Qualche volta i risultati sembrano goffi o inefficaci (beh, forse il più delle volte), ma Tu non vai in giro con il taccuino per segnarteli. Guardi al mio cuore.

E nella Tua grande grazia, dai miei tentativi di servirti abbozzati e maldestri ricavi cose belle e lodevoli.”

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

Tutti i diritti riservati. Diritti di traduzione concessi per intenti di istruzione senza fini di lucro.

 Nessuna parte di questo devozionale può essere usata

in nessun'altra forma senza autorizzazione scritta.

 

Mercoledì 30 OTTOBRE 2019

 

“Sansone andò a Gaza,

vide là una prostituta ed entrò da lei.”

Giudici 16:1

 

Talento senza sottomissione

Potremmo scrivere l’equazione così: Talento senza sottomissione = talento sprecato!

È il grande dramma di tutta la vita di Sansone.

Speriamo che non sia il tuo!

Se qualcuno era riccamente dotato, era proprio Sansone; ma hai notato che non era sottomesso a nessuno? Né ai suoi genitori (fatto che non costituisce mai un buon segnale), agli altri, a Dio e alla sua parola. Pensava senz’altro che il suo talento gliene fornisse tutti i diritti! Ebbene no! Non più che a te, d’altronde!

Il tuo talento, o i tuoi talenti, devi accettare di sottometterli agli altri, al tuo pastore locale, a dei consiglieri che non sceglieresti solo per la loro capacità di adularti. Sansone, per non averlo voluto fare, ha finito per gettare le perle ai porci, per sprecare i suoi talenti. Guardalo, alla fine della sua gita: senza visione, incatenato, mentre gira in tondo; ecco quello che aspetta tutti quelli che (con talenti o no, d’altronde) che rifiutano la sottomissione, nel nome di una libertà poco salvaguardata!

Sansone era diventato arrogante con i suoi molti talenti. Non vivere lo stesso errore! Il tuo talento, perché sia utile e benedetto nell’opera di Dio, ha bisogno di accettare la sottomissione. Fallo di buon cuore!

 

Una rimessa in questione per oggi

“Signore, nel nome di Gesù, vengo a umiliarmi davanti a Te; ho creduto o lasciato che il mio cuore credesse, che col mio talento potevo fare a meno di sottomissione; mi sono ingannato da solo!

Ritorno a Te, alla croce per chiederti perdono. Rendimi utile e in benedizione. Amen.”

Tratto da “La pensée du jour” - Samuel Foucart

Tradotto con permesso dal sito web http://topchretien.jesus.net/topmessages/view/textes/1/la-pensee-du-jour/

 

Giovedì 31 OTTOBRE 2019

 

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione

ci produce un sempre più grande,

smisurato peso eterno di gloria…”

2 Corinzi 4 :17

 

 Tieni duro e lascia che Dio agisca

Ci sono momenti nella vita in cui tutto quello che cerchi di fare sembra andare male. La tua fede può essere forte, il tuo impegno profondo, ma l’avversità bussa alla tua porta.

In questi momenti di crisi, sappi che la potenza della preghiera ti renderà più forte e ritroverai il tuo equilibrio. Ma non puoi cambiare l’ordine delle stagioni della vita, neppure in preghiera!

Se Dio non ti concede di essere fecondo sempre, ha i Suoi motivi. La vera crescita spirituale necessita di stagioni di lotta tanto quanto di stagioni di successo. I tuoi motivi di lotta sono lì per distruggere l’orgoglio che potresti provare pensando alle tue forze, per incoraggiarti a dipendere da Dio e farti dire, come Paolo: «Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio.» (2 Corinzi 3:5)

Si tratta di esperienze che ci spingono a dar prova di maggior umiltà, e di questo ne abbiamo tutti un gran bisogno.

La vita assomiglia a un albero: in inverno riprende silenziosamente le forze e si prepara per la prossima stagione di produzione di frutti. Se esamini il tuo passato, vedrai quello che hai compiuto e noterai che le tue riuscite sono stagionali. Ci sono stagioni di pioggia e di sole, ogni stagione ha un obiettivo importante. Ecco perché prendere una decisione permanente basata su una situazione temporanea o un’emozione passeggera è un errore con pesanti conseguenze.

«…poiché le cose che si vedono sono per un tempo,

ma quelle che non si vedono sono eterne.» (2 Corinzi 4:18)

Il termine “temporaneo” significa “soggetto a cambiamenti”.

Tieni duro, non sarà sempre così!

Talvolta, la situazione non esige che tu faccia nulla, solo pazienza e molta fiducia in Dio. Paolo ha scritto: «Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria».

In un modo che sicuramente ti sembra incomprensibile, Dio fa sempre in modo che le circostanze che attraversi oggi concorrano per il tuo bene domani.

Tratto da “Sa Parole pour aujourd’hui” - Bob Gass

Tradotto con permesso dal sito web http://www.saparole.com/


Venerdì 1° NOVEMBRE 2019

 

“…faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.”

Efesini 3:17-19

 

Stanco, stanco…

“Tutti i movimenti naturali dell’anima sono retti da leggi analoghe a quelle della gravità materiale. Solo la grazia fa eccezione. Ti devi sempre aspettare che le cose si svolgano in conformità alla gravità, tranne interventi soprannaturali.” - SIMONE WEIL, La forza di gravità e la grazia

Gravità: sostantivo femminile. Carattere di ciò che è pesante. Forza che attrae i corpi verso il centro della Terra.

“Mi sembra che l’umanità intera sia stanca, molto più di stanca, esaurita… Siamo una razza stanca, che porta un fardello schiacciante.” - HENRI NOWEN, Giornale dell’anno scorso

Novembre. La luce perde quotidianamente terreno, nella lotta costante che esercita per resistere alla notte. Le tenebre rosicchiano terreno e si appropriano ogni giorno di qualche minuto in più. È vero che sappiamo che è solo un aspetto temporaneo, che Natale annuncerà a breve un rovesciamento della situazione, che la primavera ritornerà… rimane altresì vero che l’inizio dell’autunno ci pesa. È più difficile alzarsi al mattino, abbiamo fretta di tirar giù le tapparelle la sera. La stanchezza è in agguato, approfitta della disfatta del sole per appoggiare sulle nostre spalle le sue mani di piombo.

Eppure, questa “stanchezza” stagionale non è paragonabile a quella, ancora peggiore, che talvolta coglie le nostre anime. Quando facciamo la scelta della lucidità, quando rifiutiamo gli antalgici che mascherano il dolore senza toglierne la causa, quando affrontiamo faccia a faccia con tutta onestà la nostra incapacità di migliorarci, le nostre sconfitte che si ripetono, le nostre ferite che rifiutano di cicatrizzarsi, le nostre relazioni degenerate che non riusciamo a riparare, un futuro incerto che porta a una fine certa…  Quando la lista interminabile delle nostre cose buie ci tirano in basso, quando la gravità ci spinge inesorabilmente verso il centro della Terra – questa terra dove ci rigiriamo e che ci ricorda, mormorando cinicamente nella notte, che lei vince sempre – la stanchezza diventa insopportabile.

Mentre sto scrivendo queste righe, solo nel silenzio del mio ufficio e le mie dita pesanti pestano sulla tastiera, mi sembra di sentire la vostra indignazione nei miei confronti: “E tu pensi che questo tipo di riflessione ci farà del bene? T’immagini che versare inchiostro su un decoro grigio ci può aiutare?”

Concedetemi ancora qualche secondo di attenzione… Lungi da me l’idea di “stancarvi” un po’ di più, ma ricordatevi che lo scrigno più bello per le pietre preziose è spesso intagliato nel velluto più scuro.

Quando l’anima è oppressa da stanchezza e non può neppure più alzare un dito mignolo per tentare di uscirne, ci rimane la grazia. Anziché lottare contro la legge di gravità, tentando di rialzarci in un ultimo virgulto di onore, di risalire in superficie piantando le unghie a terra, di farci violenza per “riuscirci”, possiamo semplicemente lasciarci cadere. Accettare la sfida della caduta libera, senza paracadute e senza elastici, la caduta libera-mente consentito nelle Sue braccia amorevoli. Perché Egli è altrettanto presente nelle tenebre che nella luce (Salmo 139:7-12). Non ci sono alti e bassi nella geografia del Suo amore (Efesini 3:17-19).

Spesso pensiamo, a torto, che solo le cose che ci riescono, i nostri exploit sono vetrine degne del nostro Dio. Ma la fiducia manifestata quando accettiamo la caduta al buio, sperando che Egli ci prenda al volo, è una testimonianza molto migliore della Sua grandezza. Nella vittoria, ci crediamo modesti condividendo con Lui il merito dei nostri successi; ma nella “caduta” verso di Lui, non ci sono false pretese, non c’è orgoglio camuffato, solo un grido sorpreso di sollievo. Pensavamo di fracassarci su orribili rocce aguzze e siamo recapitati in dolcezza, su una trapunta di piume. Trapunta che si trasforma in tappeto di Aladino per trasportarci, a velocità supersonica, verso vette soleggiate oltre le stagioni, le nubi, il freddo e la legge di gravità. Un trattamento 100% sovrannaturale all’olio essenziale di grazia, che guarisce istantaneamente ogni forma di astenia.

Morale: a novembre, se sei stanco, lasciati cadere!

Philip

Tratto da “La pensée du mois” - Philip RIBE

© Tous droits réservés - www.philip-ribe.com 

Tradotto con permesso dal sito web http://www.bible-ouverte.ch

 

Sabato 2 NOVEMBRE 2019

 

“Io me ne ricordo sempre, e ne sono intimamente prostrato.

Ecco ciò che voglio richiamare alla mente, ciò che mi fa sperare…”

Lamentazioni 3:20-21

 

Allena la tua memoria

La memoria è spesso un emissario della sofferenza. Uno stato d’animo triste facilmente rievocherà ogni giorno buio dal nostro passato e ogni triste rimpianto dei giorni andati.

La saggezza, però, può trasformare la memoria in un angelo di consolazione. Questo è quello che è successo a Geremia. Nel brano di oggi confessa: “Ne sono intimamente prostrato. Ecco ciò che voglio richiamare alla mente, ciò che mi fa sperare”.

Geremia aveva allenato la sua memoria a guardare il lato positivo, il lato della speranza, che è sempre il lato di Dio. Geremia sapeva che Dio stava operando anche durante i periodi bui del suo passato, e ha lasciato che quella potente verità portasse speranza e conforto alla sua anima.

Oggi, se ti trovi assalito da tristi ricordi, richiama alla mente come Dio ha operato miracolosamente anche attraverso quelle perdite, mancanze e delusioni. Ricorda l’amorevole benignità del Signore e cerca la traccia della sua mano in ogni momento di abbattimento nel tuo passato.

 

“Padre celeste, ho molti rimpianti. E se vado a rivangarli, ci sono state lunghe lotte, ore di solitudine, parole offensive e tempi bui in abbondanza nel mio passato. Oggi scelgo di ricordare come hai intrecciato l’arazzo della mia vita con fili scuri e fili luminosi dorati, per creare un’opera bellissima, un capolavoro di grazia.”

Joni Eareckson Tada

Copyright © di Joni and Friends International Disability, Agoura Hills, California, USA.

Tutti i diritti riservati. Diritti di traduzione concessi per intenti di istruzione senza fini di lucro.

 Nessuna parte di questo devozionale può essere usata

in nessun'altra forma senza autorizzazione scritta.

 

Domenica 3 NOVEMBRE 2019

 

Lunedì 4 NOVEMBRE 2019

 

“Vestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e diletti,

di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà,

di mansuetudine, di pazienza…”

Colossesi 3 :12 (Diodati)

 

Viscere di misericordia (prima parte)

Mi piace il testo di Colossesi 3:12 così come è reso nella versione Diodati!

Viscere…! Questo termine non è più tanto attuale! I revisori moderni hanno tradotto la parola greca con cuore, affetto, tenerezza, compassione o sentimenti di compassione. Nel Nuovo Testamento viene adoperato una sola volta nel senso letterale e dieci volte in senso figurato, simbolico, riferendosi alla sede delle emozioni. Un dizionario recente ne dà questa definizione: la parte più profonda, intima, essenziale; parte profonda dell’essere sensibile.

I nuovi traduttori hanno cercato, forse anche con fatica, un termine che fosse l’equivalente di questa espressione.

Eppure la vera difficoltà non sta nel campo linguistico, ma nella messa in pratica della verità enunciata dall’apostolo Paolo. In effetti, una parte dell’epistola ai Colossesi porta sulle relazioni fra i “santi e fedeli fratelli in Cristo” (1:2).

La riesci a vedere questa Chiesa di Colosse, composta da persone di così diverse condizioni, formazione e carattere? Questa Chiesa, chiamata nella sua diversità, a formare una meravigliosa comunità?

Tuttavia, anche se sembrava essere in condizioni eccellenti, Paolo non si faceva illusioni. Come evitare le fazioni, le dispute, i rancori, le amarezze in un insieme così eterogeneo? L’apostolo conosceva il cuore umano; doveva proporre ai Colossesi qualcosa di speciale, di sovrannaturale che garantisse fra tutti il legame fraterno, e a giusto titolo!

(segue domani)

Tratto da “études bibliques” - Walter Reichen, pastore Azione Biblica

Tradotto con permesso dal sito web http://www.bible-ouverte.ch

 

Martedì 5 NOVEMBRE 2019

 

“Vestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e diletti,

di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà,

di mansuetudine, di pazienza…”

Colossesi 3 :12 (Diodati)

 

Viscere di misericordia (seconda parte)

Pensiamo ora alla condizione della Chiesa oggi, a tutto lo stresso provocato dal carattere dei “santi e amati”. Riflettiamo alla nostra difficoltà ad ammettere le debolezze dei nostri simili. Quanto è fragile la nostra comunione fraterna!  Gli atteggiamenti che rimproveriamo ai nostri fratelli e sorelle hanno aspetti diversi. Ricordiamoci delle nostre reazioni e convinciamoci delle nostre debolezze personali.

Sì, ci irritiamo contro il fratello ‘molle’ e ci lamentiamo di quello ‘aggressivo’! Il fratello logorroico la cui abbondanza di vocaboli ci innervosisce, come quello che invece non apre bocca! Non apprezziamo sempre i credenti che ridono spesso, ma neppure quelli che sono troppo seri e severi… dov’è l’espressione della gioia cristiana? E quelli legalisti secondo i quali è tutto vietato… che miseri rappresentanti della Chiesa di Cristo! Ma maledetto sia chi si prende la libertà di fare una cosa piuttosto che l’altra, secondo le nostre norme… è un mondano! E i credenti sentimentali… ci stringono la mano con così tanta effusione da diventare sgradevoli. Eppure, per insopportabili che ci possano sembrare quelli che invece salutano a malapena e ci guardano dall’alto in basso! Mentre uno si crede esserci così intimo, l’altro ci indispettisce col suo orgoglio. Ah, il troppo e il troppo poco!

Certe persone delle nostre assemblee ci possono far indignare per l’abbigliamento trascurato che indossano, mentre altri sono sempre tirati a lucido e all’ultimo grido, tanto da sembrarci francamente stonati nella nostra comunità cristiana. Per non parlare ancora di quelli che ci esasperano con conversazioni futili o che parlano il “dialetto di Canaan” (un linguaggio molto biblico incomprensibile per la gente del mondo N.d.T.)… di quelli che non ci filano neppure di striscio… di quelli che invece vogliono sapere tutti i fatti nostri…

Questa lunga lista di esempi è ampiamente sufficiente per provarci da un lato la delicatezza delle relazioni umane e dall’altro la nostra vulnerabilità. Che possiamo essere convinti del bisogno che abbiamo di qualcosa di sovrannaturale per poter sopportare e amare i nostri fratelli e sorelle con le rispettive caratteristiche! Questo qualcosa, Paolo lo chiama “viscere di misericordia” ed è questo che ci rende capaci d’indulgere, di perdonare, di commiserare.

(segue domani)

Tratto da “études bibliques” - Walter Reichen, pastore Azione Biblica

Tradotto con permesso dal sito web http://www.bible-ouverte.ch

 

Mercoledì 6 NOVEMBRE 2019

 

“Vestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e diletti,

di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà,

di mansuetudine, di pazienza…”

Colossesi 3 :12 (Diodati)

 

Viscere di misericordia (terza parte)

Un detto popolare recita “Per ogni peccato c’è misericordia”; a maggior ragione il cristiano è chiamato a dar prova di tolleranza verso quelli che lo irritano. Non abbiamo mai pensato che il difetto, la debolezza del nostro fratello o sorella, può essere un vero oggetto di tristezza per lui stesso? Per esempio, quel fratello austero e sprovvisto di senso di relazione con gli altri, che non sorride mai, invidia sicuramente chi ha invece un contatto facile e un carattere gradevole.

Ho sentito parlare di “organi di shock” che, nel corpo umano e secondo gli individui, subiscono shock in seguito a contrarietà e alle difficoltà della vita. In uno è lo stomaco, in un altro il fegato e in un altro ancora è il cuore. Le “viscere di misericordia” costituiscono proprio l’anti- shock e ci consentono di salutare con gentilezza naturale il fratello che ci evita, di perdonare chi ci ha ferito con i suoi atteggiamenti, di amare chi non ha nessuna affinità con noi.

Abbiamo bisogno di “viscere di misericordia” nella nostra famiglia, fra coniugi, fra genitori e figli; esse ci consentono anche di superare i conflitti intergenerazionali.

Sono altresì indispensabili nella famiglia spirituale per il fratello in crisi, per quello che cade, per il giovane che si allontana, per i genitori i cui figli non camminano nelle vie del Signore, e per tutti quelli che fanno fatica in un modo o nell’altro. L’apostolo Paolo lo dice in 2 Corinzi 11:29: «Chi è debole senza che io mi senta debole con lui? Chi è scandalizzato senza che io frema per lui?» poi esorta in Galati 6:1 «Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato.»

Certamente avrete già capito che si tratta di ciò che Dio dà e di cui ci dobbiamo rivestire. Siamo responsabili di afferrare per fede quello che Dio ci vorrebbe comunicare. Si tratta di una presa di posizione costante, ogni giorno, ogni istante; anche quando l’io vorrebbe reagire a modo suo, rivesto quello che Dio mi porge: la compassione anziché durezza, bontà piuttosto che l’esasperazione, la facoltà di essere dolci e umili di cuore di fronte all’orgoglio.

Concludo con la parola di 1 Pietro 3:8-9:

 «Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; non rendete male per male, o oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione.»

Qualunque sia la traduzione data a questo termine “viscere”, viviamo l’applicazione che il sacro Autore ha voluto.

(fine)

Tratto da “études bibliques” - Walter Reichen, pastore Azione Biblica

Tradotto con permesso dal sito web http://www.bible-ouverte.ch

 Anna Vannini  - annavannini@alice.it

 

Le meditazioni bibliche di "Manna per oggi" sono scelte

e tradotte dal francese

da Anna Vannini

© Pagina stampabile per uso personale.

Ogni altro uso deve essere concordato con l'autore

o con "Donne cristiane nel Web".

 

 

Puoi leggere le meditazioni di Manna per Oggi su Facebook

alla pagina

https://www.facebook.com/mannaperoggi/

 

 

Puoi accedere agli archivi di MANNA PER OGGI alla pagina

http://www.donnecristianenelweb.it/Manna%20ARCHIVI.htm

o cliccando il pulsante sottostante

 

 

 

   annavannini@alice.it