Carissime amiche ed amici di MANNA PER OGGI,

per motivi indipendenti dalla nostra volontà,

ovvero per problemi tecnici con la connessione ad Internet,

non abbiamo potuto ricominciare a pubblicare le meditazioni

il giorno 16 luglio (come promesso)...

...ce ne scusiamo!

Oggi, finalmente, possiamo pubblicare MANNA PER OGGI,

sperando di farvi cosa gradita.
Approfittiamo per inviarvi un saluto affettuoso in Cristo

e l'augurio di una buona estate
Anna VANNINI
Sara e Claudia Guiati

    

Carissime amiche ed amici di MANNA PER OGGI,

per motivi indipendenti dalla nostra volontà,

ovvero per problemi tecnici con la connessione ad Internet,

non abbiamo potuto ricominciare a pubblicare le meditazioni

il giorno 16 luglio (come promesso)...

...ce ne scusiamo!

Oggi, finalmente, possiamo pubblicare MANNA PER OGGI,

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Approfittiamo per inviarvi un saluto affettuoso in Cristo

e l'augurio di una buona estate
Anna VANNINI
Sara e Claudia Guiati

                 

 

 

da venerdì 9 novembre a venerdì 16 novembre 2018

Venerdì 9 NOVEMBRE  2018

 

«Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato.

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia,

per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.”

Ebrei 4:15-16

 

Gesù simpatizza con noi

“Una vita come quella di Gesù?” dirai tu, “come quella dei grandi uomini di Dio? È impossibile da vivere!”

Ma aspetta! Non hai anche tu una mano potente, quella di Dio che viene in tuo aiuto?

Il versetto che abbiamo appena letto ci dice che abbiamo un "sommo sacerdote" che può simpatizzare con noi nelle nostre debolezze. Il sommo sacerdote, presso il popolo d’Israele, era il capo dei sacerdoti che compivano i sacrifici nel tempio: egli era l’unico che poteva entrare nel Luogo Santissimo, per offrire il sangue come prezzo di riscatto per i peccati di tutto il popolo.

Sicuramente saprai che Gesù Cristo è l’unico che è andato presso il Padre, con il proprio sangue, come offerta di riscatto per i peccati di tutti noi.

 Il sommo sacerdote che simpatizza con le nostre debolezze è dunque Gesù Cristo, il nostro Salvatore e Signore: Egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza peccare; dunque simpatizza con noi nelle nostre debolezze! Lui sa quanto sia difficile resistere alla tentazione!

Per aiutarci ancora più da vicino, ci ha dato un amico che sta dentro di noi, lo Spirito Santo. “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza …” (Romani 8:26).

Quando siamo fortemente tentati a peccare, lo Spirito Santo parla alla nostra coscienza mostrandoci quanto brutto è il peccato e quanta miseria e povertà possa portare nella nostra vita.

Lo Spirito Santo ci parla attraverso la Parola di Dio: ci ammonisce e cerca di farci allontanare dal peccato; inoltre, quando il maligno ci tenta, ci riporta alla Parola di Dio, facendoci ricordare i brani della Scrittura che abbiamo letto.

In questo modo ci rende capaci di resistere al diavolo che si allontanerà da noi.

Devi ricordarti sempre che Cristo è presente nella tua vita. Non ti ha forse detto: “Senza di me non potete fare nulla”? L’apostolo Paolo aveva imparato bene la lezione, perché ci scrive: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

 

Carissimo/a,

se pensi che la vita cristiana sia impossibile da vivere, rifletti su questi fatti.

Se ti senti debole di fronte alla tentazione, torna alla Parola di Dio e confida nella presenza di Gesù in te!

Claudia Guiati – claudia@donnecristianenelweb.it

 

 

Sabato 10 NOVEMBRE  2018

 

©       Non smettere di pregare anche se bussi alla porta e non apre. 

©       Non smettere di pregare quando cerchi di rialzarti e di nuovo sei atterrata. 

©       Non smettere di pregare quando i risultati non sembrano ancora buoni. 

©       Non smettere di pregare quando hai camminato nel deserto così a lungo che non sai più se arriverai alla Terra promessa. 

©       Non smettere di pregare anche se, ormai senza forze, nessuno sembra disposto a lottare e aiutarti a tenere le braccia alzate in preghiera e vorresti mollare.

©       La Parola di Dio parla di perseveranza nella preghiera, perché, nella vita cristiana, nulla è tanto sottovalutato e attaccato quanto la supplica al Padre.

©       Non ti fermare di adorare Dio per la sua immensa bontà, disponibile ad ascoltarti ogni giorno e ogni secondo.

©       Non smettere di chiedergli di farti vedere i tuoi peccati, per poi esserne purificata attraverso il sangue di Cristo Gesù.

©       Non smettere di ringraziarlo, riconoscente per qualsiasi cosa, buona o anche dolorosa, venga dalla sua mano.

©       Non cessare di pregare perché Dio tocchi il cuore e strappi al nemico chi vive vicino a te ma cammina sulla via che porta all'inferno.

©       Non smettere di pregare... questo è un ordine di Dio!

Scritto per www.mammeinpreghiera.it

Sara Guiati – sara@donnecristianenelweb.it


Domenica 11 NOVEMBRE  2018

 

Lunedì 12 NOVEMBRE  2018

 

«In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati …Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.»

1 Giovanni 4:10 e 19

 

Dio mi ama

Da cosa dipende la tua gioia? Dal fatto che ami Dio e che vuoi servirLo, o dal fatto che Lui ti ama? Se la tua gioia dipende dal tuo amore, allora prima o poi sarai deluso: infatti scoprirai quanto il tuo amore sia misero ed instabile! Se Dio avesse dovuto amarci per l’amore che Gli dimostriamo, non avremmo mai ricevuto nulla da Lui!

Se invece sei concentrato ed attratto dall’amore di Dio, non sarai mai deluso! Il Suo amore è troppo grande e troppo profondo perché possa deluderti! L’apostolo Giovanni dice giustamente: "… non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi"!

Nei primi tempi della vita cristiana, dopo la nostra conversione, siamo ripieni dell’amore e di zelo per il proprio Salvatore Gesù Cristo. Siamo circondati dalla Chiesa locale che ci accoglie e che ci dimostra l’amore di Dio.

Poi, accade col passare del tempo, che lo zelo e l’entusiasmo lascino il posto alla tiepidezza: cominciamo a concentrarci sui problemi e cominciamo ad aprire gli occhi sui difetti della nostra assemblea locale di credenti, dei nostri fratelli e sorelle in Cristo.

Siamo tristi perché altri sentimenti prendono il posto dell’amore: alcuni arrivano anche a dubitare seriamente della validità della propria fede. Esistono anche quelli che dubitano seriamente della propria salvezza (che è una eresia radicata in molte chiese).

Perché? Perché abbiamo spostato lo sguardo dalla perfezione dell’amore di Dio, per posarlo sulla nostra instabilità umana e su quella di coloro che ci circondano.

 

Carissimo/a,

se questa è la tua esperienza è tempo di tornare a prendere il tuo posto sotto la croce di Gesù Cristo: torna nel luogo dove hai scoperto l’amore di Dio in Gesù Cristo e dove hai deposto i tuoi peccati per sempre. Lì hai ricevuto il Suo perdono e la Sua grazia.

Il fatto di tornare alla croce, non significa essere salvati una seconda o una terza volta! La salvezza è un atto giuridico di Dio che dichiara che noi Gli apparteniamo: e questo fatto può avvenire una sola volta. Questa salvezza non dipende dai nostri sentimenti, da ciò che noi proviamo per Dio, ma dipende esclusivamente da ciò che Cristo ha fatto per noi sulla croce, e dal fatto che un giorno abbiamo deciso di confessarGli i nostri peccati e di accettarLo come Salvatore.

Ammira il modo in cui Lui ti ha amato, stupisciti per il modo in cui ti ha cercato quando eri così lontano da Lui. Medita di più sull’immensa bontà di Dio verso di te.

Non cercare la pace e la gioia nei tuoi sentimenti – perché sono mutevoli – ma solo nella certezza che Dio ti ama di un amore eterno ed immutabile.

«Sì, io ti amo di un amore eterno» (Geremia 31:3)

Claudia Guiati – claudia@donnecristianenelweb.it

 

Martedì 13 NOVEMBRE  2018

 

“Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che era Gesù. Allora Gesù disse loro: «Figlioli, avete del pesce?» Gli risposero: «No». Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero di pesci.  Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!» Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse la veste, perché era nudo, e si gettò in mare. Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), trascinando la rete con i pesci …

Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.”

Giovanni 21:4-8

 

Il miracolo maggiore

Nel brano che abbiamo letto, troviamo il racconto della pesca miracolosa, avvenuto quando Gesù è appena risuscitato.  I discepoli non hanno ancora coscienza di questo fatto straordinario che cambierà radicalmente le loro vite: Gesù non è più vicino a loro nel corpo di un uomo, ma è vicino a loro con il corpo di un risuscitato. Perché Cristo è risorto, essi possono guardare al futuro, e aspettare il regno promesso, nelle loro vite.

Prima di morire Gesù aveva loro detto che sarebbero diventati «pescatori di uomini».

Poi la Sua morte getta i discepoli nello sconforto più nero: tutte le speranze che avevano riposte nel loro Maestro erano svanite sul Golgota. Allora cosa fanno? Dopo anni di inattività, nel campo della pesca, tornano al mestiere di prima: quello di pescatori di «pesci».

Ma, ahimè, non pescano NULLA!!! Pensi che i tre anni in cui avevano seguito il Maestro avevano fatto loro dimenticare il mestiere di pescatori? No, affatto! Essi erano dei pescatori provetti e la pesca mancata non dipendeva dalla loro inesperienza! In realtà, quella notte, Gesù fece un grande miracolo: fece in modo che loro non pescassero nulla.

Forse tu pensavi che il grande miracolo avvenne più tardi, quando pescarono 153 grossi pesci … in realtà quella è stata solo una benedizione per dimostrare loro che Egli era il Messia. Il miracolo avvenne quando Gesù ricordò loro che non erano più pescatori di pesci, non facendo pescare NULLA!

 

Carissimo/a,

forse stai pregando per ottenere da Dio qualcosa di preciso e ti pare che Dio non risponda. Allora sei preso dallo sconforto e smetti di confidare in Lui; magari stai tornando alla tua condizione precedente, quella di uno che cerca di arrangiarsi con le proprie mani. Cioè cerchi di risolvere i tuoi problemi con le tue forze e non hai più fiducia del «Risuscitato», anzi ti scordi proprio che Gesù è il padrone della vita e ha vinto la morte e il peccato.

Se ti pare che Dio non ti stia rispondendo sei in errore; al contrario, sta mettendo alla prova la tua fede, permettendo che tu non abbia risultati umani.

Ricorda che non puoi andare da Lui, in preghiera, con la lista della tue richieste personali, come si fa la spesa al supermercato.  Devi imparare a chiedere che sia fatta la Sua volontà nella tua vita e non la tua volontà.

Lui ha un piano per la tua vita: vuole farti diventare «pescatore di uomini» e non un misero «pescatore di pesci». Perciò affidati a Lui e chiediGli di mostrarti la Sua volontà!
Claudia Guiati – claudia@donnecristianenelweb.it

 

 

Mercoledì 14 NOVEMBRE  2018

 

“Allora la parola del SIGNORE fu rivolta a Geremia in questi termini: 13 «Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele: Va' e di' agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme: "Non riceverete voi dunque la lezione, imparando a ubbidire alle mie parole?", dice il SIGNORE.

... IO VI HO PARLATO, PARLATO FIN DAL MATTINO, E VOI NON AVETE ASCOLTATO; ho continuato a mandarvi ogni mattina tutti i miei servitori, i profeti, per dirvi: 'Convertitevi ciascuno dalla sua via malvagia; cambiate comportamento; non andate dietro ad altri dèi per servirli, e abiterete nel paese che ho dato a voi e ai vostri padri', ma voi non avete prestato orecchio, e non mi avete ubbidito... Perciò, così parla il SIGNORE, Dio degli eserciti, Dio d'Israele: "Ecco, io faccio venire su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme tutto il male che ho pronunciato contro di loro, perché ho parlato loro, ed essi non hanno ascoltato; perché li ho chiamati, ed essi non hanno risposto"».

Geremia 17:12-17


Quando Dio parla e noi non ascoltiamo

Siamo dure d'orecchio? Dove abbiamo la testa?

Spesso il Signore ha tirato le orecchie al suo popolo a causa della durezza del suo cuore. Dio ha costantemente provato a parlare ad Israele per istruire, per consigliare, per correggere e perché scegliesse il bene e perciò vivesse appagato secondo il progetto del Signore. 

Invece, il popolo durante lunghi periodi non ha ascoltato. Ogni mattina ha fatto come se Dio non esistesse, fosse un dio come gli altri, sordo e muto, lontano dagli affari degli uomini.

Si è girato dall'altra parte quando Dio ha parlato. Non voleva cambiare comportamento e, perciò, meglio fare finta di nulla.

Che tristezza se nostro marito e i nostri figli, per anni, ci voltassero le spalle per non darci retta, pur vivendo accanto a noi, nella casa che noi puliamo ogni giorno per loro, magari mangiando anche i cibi succulenti che prepariamo loro! Che pena!

L'apostolo Paolo disse: "... prima a quelli di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e fra le nazioni, ho predicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento." (Atti 26:20)

"Mi hanno voltato non la faccia, ma le spalle;

sebbene io li abbia istruiti continuamente fin dalla mattina,

essi non hanno dato ascolto per ricevere la correzione." (Geremia 32:33)

Il re Davide aveva davvero un cuore diverse, secondo il Signore. In tutta semplicità ammetteva di non sapere cosa fare, di avere bisogno di istruzione, correzione, guida e ammaestramento ogni giorno.

"O SIGNORE, fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e ammaestrami; poiché tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno.” (Salmo 25)

Anche tu, ogni giorno, medita sui passi della tua Bibbia; cerca di comprendere il significato delle varie parole e delle frasi, in italiano, nel contesto in cui sono state scritte.

Poniti domande come: chi ha scritto questo testo, quando, perché, cosa voleva dire?  Poi, utilizza un quaderno dove prendere nota delle tue osservazioni. 
Quando hai compreso bene, chiediti: quali nuove indicazioni ottieni da parte di Dio mentre queste parole ti riempiono il cuore e la mente?

A questo punto rendi la tua osservazione specifica sulla situazione che stai vivendo e sulle tue preoccupazioni.

Quali esempi negativi o positivi puoi trarre dal testo? Cosa ti sta dicendo Dio?

Poi, chiedi al Signore la forza di mettere in pratica. Prendi un impegno davanti a Lui per ubbidire. Scrivitelo e ricordatelo durante la giornata!

"Poi mi disse: «Figlio d'uomo, ricevi nel tuo cuore tutte le parole che io ti dirò, e ascoltale con le tue orecchie." (Ezechiele 3:10)

Buona giornata

Sara Guiati – sara@donnecristianenelweb.it

 

 

Giovedì 15 NOVEMBRE  2018

 

«Quanto son numerose le tue opere, SIGNORE!

Tu le hai fatte tutte con sapienza; la terra è piena delle tue ricchezze.

Ecco il mare, grande e immenso, dove si muovono creature innumerevoli,

animali piccoli e grandi …

Tutti quanti sperano in te perché tu dia loro il cibo a suo tempo.

Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano, e sono saziati di beni.»

Salmo 104:24-29

 

Creature di Dio

Questo salmo, di cui abbiamo letto pochi versetti, esalta la gloria del Creatore.

Ci parla degli uccelli, degli animali della foresta; dei leoncelli e dell’uomo che esce di casa per andare a lavorare; parla anche del grande e vasto mare in cui si muovono animali piccoli e grandi. Riassume l’atteggiamento di tutta la creazione davanti al suo Creatore, e parla della dipendenza di tutta la creazione dal Suo Sguardo: “Tutti quanti sperano in te …”

Tutte le opere di Dio sono assolutamente incapaci di conservare la propria vita. Per quando esista in noi l’istinto naturale alla sopravvivenza, e facciamo di tutto per prolungare la nostra vita, i nostri giorni sono contati e dipendono esclusivamente dalla volontà di Dio. Se la creatura è incapace di crearsi da sola, è anche totalmente incapace ed impotente davanti ai propri bisogni.

Allora, la creazione intera è sottoposta ad un’unica legge: sperare e confidarsi interamente nel suo Creatore.

È una verità semplicissima ed evidente, ma ti confesso che non ci avevo mai pensato!

Perché Dio ha dato la vita a tutte le Sue creature? Perché in loro può manifestare e far risplendere la Sua saggezza, la Sua potenza e tutto il Suo amore. Lui Stesso, in ogni istante della loro vita, è tutto ciò di cui esse hanno bisogno. Nella natura stessa di Dio c’è il desiderio di provvedere a tutti i bisogni delle Sue creature.

Nella nostra natura umana ci deve essere il desiderio di sperare in Dio, di aspettare da Lui e di ricevere da Lui tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

 

Carissimo/a,

quante volte ci arrabattiamo a costruirci un futuro, ci disperiamo quando non otteniamo gli obiettivi sperati e ci sentiamo sconfitti se non abbiamo il successo che i nostri sforzi meritano?

Questo dipende dal fatto che le nostre aspettative dipendono da noi stessi; è chiaro dunque che dovremmo alzare lo sguardo dalla terra, per appoggiarlo su Colui che dirige ogni cosa, perché ha creato ogni cosa. Dovremmo imparare ad aspettare dal nostro Padre celeste la benedizione che sono Lui può dare e che nessuno sforzo carnale è capace di farci ottenere.

Ricorda la Parola del salmista: "Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano, e sono saziati di beni." Vuoi essere saziato?

Perché non decidi subito di sperare con tutto il tuo cuore in Dio, non solo per la salvezza, ma in tutta umiltà di sperare per tutti i tuoi bisogni?

Claudia Guiati – claudia@donnecristianenelweb.it

 

 

Venerdì 16 NOVEMBRE  2018

Per ogni cosa negativa che diciamo a noi stessi, Dio ha una risposta positiva!

NEGATIVO

POSITIVO

Tu dici: “È impossibile!”

Dio dice: «Tutto è possibile» (Luca 18:27)

Tu dici: “Sono troppo stanco”

Dio dice: «Ti darò riposo» (Matteo 11:28-30)

Tu dici: “Nessuno mi ama veramente”

Dio dice: «Io ti amo» (Giovanni 3:16 e 13:34)

Tu dici: “Non posso andare avanti”

Dio dice: «La mia grazia ti basta» (2 Corinzi 12:9 e Salmo 91:15)

Tu dici: “Non posso capire gli eventi”

Dio dice: «Io dirigerò i tuoi passi» (Proverbi 3:5-6)

Tu dici: “Non posso farlo”

Dio dice: «Tu puoi ogni cosa» (Filippesi 4:13)

Tu dici: “Non sono capace”

Dio dice: «Io sono capace» (2 Corinzi 9:8)

Tu dici: “Non ne vale la pena”

Dio dice: «Ne varrà la pena» (Romani  8:28)

Tu dici: “Non posso perdonarmi”

Dio dice: «IO TI PERDONO» (1 Giovanni 1:9 e Romani 8:1)

Tu dici: “Non ce la farò”

Dio dice: «Io provvederò ad ogni vostro bisogno» (Filippesi 4:19)

Tu dici: “Ho paura”

Dio dice: «Io non ti ho dato uno spirito di timore» (2 Timoteo 1:7)

Tu dici: “Sono sempre preoccupato ed ostacolato”

Dio dice: «Getta tutte le tue preoccupazioni su di Me» (1 Pietro 5:7)

Tu dici: “Non sono abile abbastanza”

Dio dice: «Io ti dò saggezza» (1 Corinzi 1:30)

Tu dici: “Mi sento solo”

Dio dice: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Ebrei 13:5)

 

Nota bene: Non dimenticare di andare a leggere nella tua Bibbia tutti i versetti scritti nella colonna di destra e di sottolinearli con una matita colorata.

Claudia Guiati – claudia@donnecristianenelweb.it

 

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