Giovedì 19 APRILE  2012

 

“Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito,

quel che abbiamo visto con i nostri occhi,

quel che abbiamo contemplato

e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita

 (poiché la vita è stata manifestata e noi l'abbiamo vista

e ne rendiamo testimonianza,

e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre

e che ci fu manifestata), quel che abbiamo visto e udito,

noi lo annunziamo anche a voi,

perché voi pure siate in comunione con noi;

e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo.

Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa.”

1 Giovanni 1-4

 

Cristo, il nostro avvocato (seconda parte)

Leggiamo che «Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d'uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi; non per offrire sé stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo. In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio.» (Ebrei 9:24-26)

Questo passo dimostra il contrasto fra i vecchi sacrifici, che dovevano essere ripetuti, e il sacrificio unico di Cristo; tra il valore temporaneo dei primi e  quello eterno del secondo. Ne deriva che i peccati di quelli che beneficiano del sangue di Cristo sono cancellati per sempre davanti a Dio; perché Cristo è stato offerto una volta per portare i peccati di molti (Ebrei 9:28). Così, il capitolo seguente prova largamente che i peccati del credente sono cancellati per sempre; che non ha più coscienza dei peccati, perché è stato reso perfetto in perpetuo da una sola offerta di Cristo; di conseguenza il Signore dice: «Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità» (Ebrei 10:1-17). Per noi, è essenziale avere questo ben chiaro, perché si tratta sicuramente di uno dei punti essenziali della nostra fede.

Quindi, è vero che Giovanni non parla dell’applicazione del sangue (fatto che non si accorderebbe con la verità che non abbiamo più coscienza dei peccati), ma della sua efficacia. Ciò che lo caratterizza è che purifica da ogni peccato, cioè possiede quella proprietà. Per fare un esempio, sarebbe come dire che il veleno uccide, la proprietà del veleno è uccidere. Allo stesso modo, la qualità essenziale o la proprietà del sangue, è quella di purificare dal peccato.

Avendo compreso questo, la relazione è tanto bella quanto evidente «…nella luce, com'egli è nella luce». Saremmo tentati di esclamare: com’è possibile sussistere qui? Consapevoli come siamo della sporcizia che ci contamina ogni giorno e dei peccati in cui spesso cadiamo, potremmo temere la luce accecante della santità di Dio. Infatti, abbiamo bisogno di ricordarci che, se possiamo sussistere davanti a Dio, è unicamente e interamente merito del valore purificante del sangue, e perché questo sangue è sempre là davanti agli occhi di Dio per rispondere di tutto ciò di cui dovremmo rispondere noi.

Dopo aver stabilito la verità riguardo la posizione che occupiamo in presenza di Dio, l’apostolo ci ricorda la nostra condizione pratica. Non possiamo dire che “non abbiamo peccato”, sarebbe illudere noi stessi e disconoscere il fatto che il peccato è in noi, ma non su di noi, finché non sloggeremo per essere con Cristo, o che Egli venga a rapirci con Lui; perché la vecchia natura rimane insanabilmente malvagia e corrotta.

Se confessiamo i nostri peccati, egli e fedele e giusto per perdonarci i peccati, ecc. Non possiamo neanche dire che non abbiamo peccato; altrimenti faremmo Dio bugiardo, perché ha detto che tutti hanno peccato, e la Sua parola non sarebbe in noi.

L’apostolo continua dicendo: «Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate». Quindi per il credente non vi è necessità di peccare. È una verità che dobbiamo assolutamente ritenere, e su cui non si insiste mai abbastanza.

«… e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.» L’apostolo dimostra,come lo abbiamo già accennato, come Dio abbia provveduto a tutto ciò che concerne i peccati quotidiani dei suoi figli. Procedendo nello studio di quest’argomento, vedremo in cosa consiste l’opera che Cristo compie come avvocato, e come la applica alle nostre anime.

           (fine)

TRATTO DA «Richesses insondables» di Edward Dennet

Tradotto dal sito web http://www.bibliquest.org

 

Traduzione dal francese di Anna Vannini  - annavannini@alice.it

 

  

   annavannini@alice.it