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Claudia Guiati

 

 

Venerdì 11 DICEMBRE 2009

 

“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre

e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio.

In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.

Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;

poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra,

le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze;

tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.”

Colossesi 1:13-17

 

Festeggiare il Natale?

La parola “Natale” non esiste nella Bibbia, perché è comparsa nel Medio Evo; deriva dall’aggettivo latino “natalis”, e indica il compleanno, cioè il giorno della nascita.

Non sappiamo il giorno dell’anno in cui Gesù Cristo è nato; ma nel 321, l’imperatore romano Costantino decise che il 25 dicembre sarebbe diventato in tutto l’impero romano, la data del compleanno di Gesù Cristo.

Tra l’altro il 25 dicembre era, a quel tempo, la festa del dio Sole, il giorno in cui i pagani facevano sacrifici, affinché egli tornasse a splendere sulla terra dopo l’inverno. Costantino volle sostituire questa festa pagana con una ricorrenza che fosse “cristiana”, senza conoscere la grandezza della Persona di Gesù Cristo.

La Parola di Dio ci insegna che Gesù Cristo è una Persona della divinità e non ha mai avuto una nascita, se non quella nel corpo di un uomo: “Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.” Gesù Cristo è sempre esistito, anche prima che l’universo esistesse: anzi, la Bibbia ci dice che “in lui sono state create tutte le cose”.

Per questa ragione, il Signore non ci ha lasciato l’ordine di ricordare la Sua nascita nel corpo umano, visto che la Sua esistenza è eterna. Perciò dovremmo festeggiare Gesù Cristo ogni giorno, con la nostra lode e la nostra adorazione.

Al contrario, Gesù ci ha ordinato di ricordare la Sua morte e la Sua risurrezione, con la commemorazione del “pane e vino”: dalla Sua morte dipende la nostra salvezza e il perdono dei nostri peccati. “Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso … Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.” (1 Corinzi 11:23-26)

Tuttavia la festa natalizia è basata su un avvenimento che segna l’inizio sulla terra dell’opera di Gesù Cristo, l’incarnazione di Dio stesso. Come gli angeli che hanno annunciato la nascita di Gesù ai pastori di Betlemme (Luca 2:8-20), come i pastori e i magi che L’hanno adorato, molti credenti ricordano la Sua nascita, con lode e adorazione.

È vero che lo fanno nel giorno di una tradizione “pagana”, ma vogliono sottolineare la verità biblica dell’incarnazione, e vogliono annunciare al mondo la grandezza della salvezza e della grazia divina.

Siccome la Bibbia non ci dà delle informazioni al riguardo, non sono da condannare i credenti sinceri che vogliono dedicare un giorno dell’anno al ricordo della nascita di Cristo, e lo fanno con sobrietà e sincerità di cuore. Semmai sono da biasimare coloro che, pur non essendo credenti e figli di Dio, prendono questo giorno a pretesto per far festa e gozzovigliare!

Soprattutto credo che sia importante insegnare ai bambini, l’importanza del fatto dell’incarnazione di Gesù Cristo; bisognerebbe farlo, allontanando la loro mente da tutti quei dettagli che nulla hanno a che fare con la nascita del nostro Signore (abeti, Babbo Natale, renne, ecc…) ma sottolineando la grandezza del dono che Dio ha fatto agli uomini nella Persona del Salvatore.

È difficile prendere le distanze dalla commercializzazione di fatti spirituali, perché si incorre nel disprezzo di coloro che non conoscono veramente il Salvatore del mondo, ma pretendono di festeggiarLo. Spesso è impossibile non partecipare ai pranzi e alle cene natalizie, che vengono organizzati nelle famiglie non credenti, perché talvolta questa è l’unica occasione per ritrovarsi tutti insieme in famiglia.

Personalmente, la decisione di non partecipare alla festa del Natale in modo commerciale, mi ha fornito l’occasione di testimoniare dell’opera di Cristo e di annunciare la salvezza a persone che si stupivano del fatto che io non augurassi loro il solito “Buon Natale”

Claudia - claudia@donnecristianenelweb.it

 

 

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