Editoriale

«Non maltratterai lo straniero e non l'opprimerai,

perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto.»

Esodo 22:21

«Non opprimere lo straniero;

voi conoscete lo stato d'animo dello straniero,

poiché siete stati stranieri nel paese d'Egitto.»

Esodo 23:9

 

Lo straniero

La nostra società, anche quella italiana, è sempre di più una società multirazziale: se un tempo gli scontri di cultura avvenivano tra il meridionale e l’italiano del nord, oggi tutti gli italiani devono imparare a convivere con i magrebini, senegalesi o congolesi, con gli albanesi, con i rumeni, con gli indiani e i filippini, ecc…

Gli italiani, che un tempo fuggivano dalla loro patria, per emigrare in Svizzera, in Germania, in Argentina o in Australia, per cercare lavoro e per trovare accoglienza, sono diventati a loro volta un popolo che accoglie.

E purtroppo l’italiano, generalmente, dimentico dell’esperienza fatta solo 50 anni fa, è molto geloso del proprio lavoro, della propria casa, nella propria cultura e diffida fortemente di chi è diverso da lui.

Il cristiano, anche per questo problema, non di poco conto, deve fare riferimento ai principi biblici che Dio ha stabilito fin dai tempi più remoti.

La Bibbia sa dare consigli ed avvertimenti in ogni campo e ci fornisce un insegnamento importante per i nostri rapporti con gli stranieri:

“Non maltratterai lo straniero e non l'opprimerai,

perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto.”

E la Parola di Dio aggiunge questa frase significativa: "voi conoscete lo stato d'animo dello straniero". L'esperienza del passato, la storia, dovrebbe infondere saggezza perché ci fa essere partecipi della sofferenza altrui, quando ricordiamo la nostra.

Questo insegnamento è stato dato innanzitutto agli Ebrei che dovevano accogliere nella loro terra coloro che, per situazioni di ordine politico o sociale, erano obbligati a cercare aiuto in un paese straniero. Dio ordina agli Ebrei di accogliere, con misericordia e grande ospitalità, gli stranieri e di non maltrattarli od opprimerli. Israele doveva ricordare quando anche lui era stato straniero in Egitto e di quanto aveva dovuto soffrire, costruendo mattoni e patendo le angherie degli egiziani.

Dio insegna che chi accoglie deve esercitare l’ospitalità e la compassione, proprio come fa Lui:

“Il SIGNORE, il vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali… ama lo straniero e gli dà pane e vestito.”(Deuteronomio 10:17)

“Il SIGNORE protegge i forestieri.” (Salmo 146:9)

 

Carissimo/a,

i cristiani hanno la stessa responsabilità che aveva un tempo Israele: anche noi non dobbiamo solo badare ai nostri interessi personali, non dobbiamo avere riguardi personali, ma dobbiamo amare il prossimo, anche se si tratta di un africano, di un cinese o di un albanese.

È probabile che avremo molto da imparare dalla loro cultura e che vivere con loro, allargherà i confini della nostra mente e della nostra visione un po’ ristretta.

Oggi il Signore ci dà un ordine: “Amate dunque lo straniero.” (Deuteronomio 10:19)

Qualcuno obietterà che è difficile amare lo straniero, perché talvolta si tratta di una persona poco affidabile, da cui bisogna difendersi. È possibile, perché il male esiste ovunque. Ma se ci impegniamo ad ubbidire a Dio, amando lo straniero, Egli ci proteggerà dai brutti incontri ed invece ci farà scoprire delle persone meravigliose che hanno bisogno di essere amate ed aiutate

Claudia

 

 

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