Editoriale

««Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo,

che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere ad una speranza viva

mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti,

per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile.

Essa è conservata in cielo per voi, che dalla potenza di Dio

siete custoditi mediante la fede,

per una salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.»

1 Pietro 1:3-5

 

Speranza viva

«Negli ultimi tempi…» Ho letto recentemente un articolo in cui si parla dei dieci stati in cui la situazione è a dir poco drammatica, a causa della guerra. Tra questi stati vi è la Siria, la Libia, la Somalia, il Venezuela, la Birmania, il Burkina Faso, ecc… Si parla di “catastrofe umanitaria” visto l’alto numero di sfollati che vi sono in questi paesi, dove la fame e le epidemie decimano la popolazione, soprattutto fra i bambini e le persone anziane.

Dall' 11 settembre 2002 ad oggi, il mondo sta affondando nella crisi economica e sociale, come mai prima d'ora a livello globale, e vi sono molti popoli costretti a lasciare il proprio paese per cercare pace e cibo altrove.

Le parole dell’apostolo Pietro «negli ultimi tempi…» risuonano nella mia mente e mi invitano a pensare che stiamo avvicinandoci a grandi passi al momento in cui Cristo si manifesterà. Noi cristiani, possiamo essere afflitti come il resto del mondo dalle immagini di distruzione, di guerra, di povertà con cui veniamo bombardati ogni giorno: per ora si tratta di immagini sui media, ma potrebbe venire il giorno in cui le immagini si tramuteranno in una triste realtà anche per noi.

I nostri fratelli dei paesi in guerra, o quelli perseguitati non curvano il capo, perché hanno la grande speranza eterna e gloriosa di cui parla l'apostolo che li aiutano a guardare verso il cielo.

E noi che viviamo negli agi e nella sicurezza, almeno apparente, possiamo comprendere gli eventi umani dal punto di vista di Dio, se siamo illuminati dalla stessa "speranza viva".

L’apostolo Pietro, ci parla di «rinascita ad una speranza viva» che ci viene dalla certezza della risurrezione di Cristo: davanti a noi, non c’è il vuoto, il nulla, l’incerto, l’oscuro, ma c’è una «eredità incorruttibile, inalterabile».

Se il mondo piange, si dispera di fronte ai suoi morti, altri gridano "pace e sicurezza", pur sapendo che la pace e la sicurezza umane sono delle chimere... il cristiano invece guarda con fede all'eredità celeste che nessuno può cambiare, alterare, corrompere, perché è conservata in cielo da Cristo stesso: Egli, con la Sua risurrezione, ci ha preceduti nella gloria e ci ha aperto la via verso un'eternità di pace e di gioia.

Infatti, l’apostolo continua affermando: 

«Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo,

è necessario che siate afflitti da svariate prove…» (1 Pietro 1:6)

Non ci deve sorprendere che egli parli di «esultanza»: questa parola mi fa pensare ad una persona che è tanto felice, al punto da mettersi a saltare e ballare dalla gioia, una persona che non può trattenersi dal manifestare la grande contentezza che trabocca dal suo cuore.

È strano come questa gioia debordante sia stata accostata dall’apostolo alla «prova» e cioè al… dolore. Il cristiano, pur se provato ed afflitto, non può fare a meno di esultare perché sa che lo aspetta un futuro meraviglioso.

Infatti Pietro continua dicendo: «la vostra fede… sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo.» (1 Pietro 1:7)

La fede del cristiano si manifesta proprio nei momenti difficili, quando gli altri esseri umani soccombono, perché non trovano appigli a cui aggrapparsi nel dolore. Perciò la nostra fede deve essere sostenuta dalla speranza dell'eredità che ci aspetta e questa fede sarà motivo di lode, di gloria e di onore per noi, quando Cristo sarà manifestato e Lo vedremo faccia a faccia.

Allora, non lasciamoci turbare dai fatti drammatici che avvengono non molto lontano da noi; Cristo stesso ci esorta a non farlo:

«Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre;

guardate di non turbarvi,

infatti bisogna che questo avvenga.» (Matteo 24:6)

«Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire,

rialzatevi, levate il capo,

perché la vostra liberazione si avvicina.» (Luca 21:28)

E se le nostre vicende umane sono difficili, rialziamo il capo; se il dolore ci circonda, la speranza viva deve spingerci ad operare, per essere zelanti ed attivi come ci ha insegnato il nostro amato Maestro.

La gente ha bisogno di sentir parlare di questa "speranza viva", ha bisogno di sapere che Dio mette a loro disposizione la salvezza eterna, che solo il Vangelo di Cristo è in grado di colmare il vuoto dell'anima e di dare un significato alla vita umana.

Quando Cristo tornerà potrà dire di ognuno di noi:

 «Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa,

 ti costituirò sopra molte cose;

entra nella gioia del tuo Signore.» (Matteo 25:21)?

 

Claudia

 

 

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